In campo c’è lady Trump «Rispettiamo le donne»

di Andrea Visconti wNEW YORK Per arrivare alla Casa Bianca a Washington si percorre Pennsylvania Avenue. Ma in queste elezioni americane la Pennsylvania è molto più che un indirizzo. È uno Stato cruciale per vincere la presidenza. Non è un caso, dunque, che ieri Donald Trump abbia messo in gioco proprio in questo Stato una carta importante per conquistare elettori, anzi elettrici. A tenere un comizio nei sobborghi di Filadelfia è stata sua moglie Melania che dopo la figuraccia alla Convention repubblicana di Cleveland aveva mantenuto un basso profilo. «Vogliamo un Paese che rispetti le donne e offra loro pari opportunità», ha detto Melania nel tentativo di convincere le donne della Pennsylvania a votare per il marito. The Donald fatica ad avere il sostegno dell'elettorato femminile che non gli perdona un comportamento arrogante e maschilista nei confronti di donne che nel giro degli anni lo hanno accusato di molestie sessuali. «Nel ruolo di First Lady mi batterò per le donne e i bambini perché è ingiusto che il 50 per cento delle donne viva sotto il livello di povertà», ha proseguito Melania condannando il bullismo e leggendo parola per parola il testo che le era stato fornito. Lo scorso luglio a Cleveland il testo che aveva letto era stato motivo di imbarazzo. C'erano parecchie frasi prese testualmente da un discorso di Michelle Obama. Una figuraccia tale che Melania era scomparsa dalla campagna elettorale limitandosi a una presenza silenziosa. Cinque giorni prima del voto dell'8 novembre Trump ha bisogno di tutto l'aiuto possibile. Per vincere ha bisogno di ottenere un minimo di 270 voti del collegio elettorale. A questo fine deve aggiudicarsi anche i 20 voti della Pennsylvania dove Hillary è in testa. Ha un vantaggio di soli quattro punti che una buona performance di Melania potrebbe erodere. Su scala nazionale gli algoritmi del New York Times rivelano che la Clinton ha l'86 per cento di probabilità di vincere. Una vittoria impossibile per Trump? Dipende da uno strategico percorso per arrivare al fatidico numero di 270 voti. Alcuni Stati sono solidamente democratici o repubblicani e non riservano sorprese. L'attenzione è sugli "swing States", gli Stati in bilico fra Hillary e Donald, e negli ultimi giorni la mappa elettorale si è ristretta. Trump deve aggiudicarsi la vittoria in Arizona, Florida e North Carolina. Ha bisogno di questi 3 Stati, ma la Clinton gli sta dando durissima battaglia. Giovedì Hillary ha tenuto diversi comizi in North Carolina e sul palco ieri sera a Raleigh c'era un alleato d'eccezione. C'era l'ex rivale democratico Bernie Sanders che fa molta presa sull'elettorato più giovane. Alcune ore prima la Clinton aveva tenuto un altro comizio a Greenville, in un'altra regione del North Carolina. Per Trump vincere in quei tre Stati non è sufficiente. Per superare la soglia dei 270 voti del collegio elettorale ha bisogno anche della Pennsylvania. Il percorso alternativo è allarmante: se The Donald perde la Pennsylvania, ma vince in Wisconsin i due candidati saranno alla pari con 269 voti a testa. Se si dovesse presentare questo scenario, a decidere sarà la Camera dei deputati, uno strumento del sistema elettorale Usa a cui non si ricorre dal lontano 1824. ©RIPRODUZIONE RISERVATA