Linarolo, allarme per i disoccupati

LINAROLO Senza lavoro da anni e ormai senza più speranza di trovarlo. Il popolo degli "invisibili" giovani ma soprattutto cinquanta/sessantenni, a Linarolo è in aumento. «E il Comune ha sempre meno soldi da stanziare per le famiglie in difficoltà – dice il sindaco, Pietro Scudellari –. Anche per trovare i fondi per i lavori socialmente utili, in modo da dare una mano a chi è in difficoltà». Nel 2015 erano quasi 5 mila i fondi stanziati per le famiglie. Sono dimezzati nel 2016. Intanto cresce il numero delle persone che hanno perso il lavoro e ogni giorno chiedono aiuto. Come S., 49 anni. «Sono disoccupato da 4 anni ormai – racconta –. Lavoravo in fabbrica a Chignolo. Poi ha chiuso. Sono tornato a vivere con mio padre, che ha solo una pensione di invalidità. Da allora non ho più trovato niente. Mille curricula, mille agenzie, mille email. La risposta è sempre la stessa: non c' è lavoro». Anche P., 50 anni, è da due anni a casa. «Facevo il capo magazziniere – spiega –. Poi, dall'oggi al domani, mi hanno lasciato a casa». Inizia a fare decine di colloqui, ma la risposta è sempre la stessa. Per chi ha una certa età, è finita. «E per fortuna, almeno, non ho famiglia. Come vivo? Facendo lavoretti qua e là, tagliando tutto il possibile. Per esempio ho eliminato la carne rossa. Troppo costosa, per me, una bistecca». S., 36 anni, da due anni cerca un posto. Niente. «E non avevo un lavoro qualsiasi – dice –. Facevo il pasticciere. Ma il posto dove lavoravo ha ridotto il personale per la crisi, e mi hanno lasciato a casa. Ora vivo di nuovo con i miei». B. di anni ne ha 61. «Mancava poco alla pensione – ricorda –. Poi, grazie alla legge Fornero, non sono rimasto fuori. Nel frattempo, ero geometra, mi hanno pure lasciato a casa. Con moglie e 2 figlie all'università...». Da allora, un'odissea. Aggravata da problemi di salute. Oltre al danno, le beffa: «Mi mettono 5 by-pass. A Pavia mi riconoscono l'invalidità al 100%. Poi, da Roma, mi rifanno la visita e mi dicono: dopo l'operazione le sue condizioni sono migliorate. E me la riduco al 50 per cento». C'è anche chi cerca di reinserirsi a pieno titolo. E segue i corsi previsti dalla formula del reddito di autonomia della Regione. «Ho 50 anni – rivela C. – prima ero rappresentante. Vado a Pavia per portare tutti i documenti. E ci vado in bicicletta, perchè l'auto non posso più permettermela». E cosa succede? «Succede che scopro mille vincoli, mille cose che non vanno, mille nuove richieste. E una sola risposta. "Le faremo sapere..."». Questo succede da due anni. Nel frattempo, l'ex rappresentante vive quasi senza soldi: «Tutti questi uffici che sulla carta dovrebbero reinserti in realtà vivono sulla pelle di chi non ha lavoro. Io mando giù rabbia. E ormai non ho più lacrime».(g.s.)