Pavia, addio al 4-3-3 «Modulo nuovo ma studiato a lungo»
A quarantotto ore dal successo di Trezzano sul Naviglio il Pavia deve tornare in campo questo pomeriggio a Cesate (ore 14,30) per i quarti di finale di Coppa Italia sul terreno dell'Ardor Lazzate. Novanta minuti (in caso di parità si andrà subito a rigori) per stabilire chi accederà alle semifinali che saranno, invece, in un doppio confronto (16 e 30 novembre) con i mantovani della Governolese, che mercoledì scorso ai calci di rigore (6-5) si sono imposti a Piamborno sul Valle Camonica. Nell'altra semifinale si affronteranno, invece, Romanese e Verdello. Vista una rosa contata, ridotta ulteriormente da infortuni e squalifiche, mister Buglio non potrà fare oggi tanto turn-over. In campo tornerà in difesa Alessandro Fogacci che in campionato ha scontato già due delle tre giornate di squalifica e dovrà star fuori anche domenica prossima al Fortunati con il Saronno. Match nel quale mancherà il capitano Christian Mangiarotti che era in diffida ed è stato ammonito a Trezzano. Dal match di domenica sono usciti malconci per problemi muscolari sia l'esterno Niccolò Barabino che l'attaccante Riccardo Franchini: da valutare un loro impiego odierno. Fra gli indisponibili rimane, poi, Coviello, mentre buone notizie in difesa sono arrivate già lo scorso week-end con il ritorno in campo di Simoncini che rende almeno nel settore difensivo più soluzioni per mister Buglio. (e.v.)di Filiberto Mayda wPAVIA Notizie buone. Notizie cattive. Partiamo dalle prime. La vittoria con il Trezzano per 1-0 ha portato a mister Francesco Buglio diversi segnali positivi. Il primo, evidentemente, la reazione di carattere dei ragazzi del Pavia Calcio, che pur con una generale confusione nel secondo tempo, hanno combattuto con vigore e senza risparmiarsi (tra tutti, l'impegno di Carollo, vero motorino del centrocampo), riuscendo anche (seppur parzialmente) a non perdere il controllo nella fase finale del match. Poi, la scelta di Buglio di sparigliare le carte proponendo prima un inedito 4-3-2-1 diventato poi un più prudente 4-4-2 nella ripresa. Addio 4-3-3? «Vedremo - dice Buglio -. Su questa scelta tattica abbiamo lavorato per due giorni. Mi sono confrontato con Mangiarotti, Chiaria e Rescio e i ragazzi erano assolutamente d'accordo. I risultati e la partita di Trezzano confermano che abbiamo avuto, nelle due sconfitte, alcuni minuti di assoluto delirio e deconcentrazione che spero non debbano più ripetersi. La squadra ha reagito e quasi tutto ha funzionato». Quasi, appunto. Pierini, che ha sostituito l'infortunato Franchini non è riuscito ad entrare in partita, sul fronte sinistro per almeno quindici minuti il Pavia ha faticato a contenere le folate del terzino destro del Trezzano. Ma alla fine, anche con un certo sacrificio di Chiaria e Mangiarotti che hanno trovato il fiato per aiutare difesa e centrocampo, i tre punti sono arrivati senza troppi patemi. Un'altra buona notizia riguarda il portiere Kevin Scaffia, sicuro in uscita, reattivo sulle palle basse. «Sì, sto bene - dice il giovane numero uno pavese -, ho ritrovato serenità e le prestazioni positive sono arrivate. Ma questo discorso vale per me come per i miei compagni: la partita ha confermato che prima di tutto siamo un gruppo, con giocatori che si sacrificano per la squadra. Un grazie poi va ai nostri tifosi che ci continuano a sostenere e che anche a Trezzano non hanno fatto mancare la loro importante presenza». Tifosi, però, che hanno anche preso di mira l'ad Giacomo Brega e la presidentessa Cristina Rasparini, assediati al bar di Trezzano nell'intervallo del match e poi fatti oggetto di cori derisori. Le richieste? Maggiori investimenti sul Pavia, nuovi giocatori. Insomma, soldi, "danè". «Sono rimasta profondamente amareggiata - dice a freddo la presidentessa che aveva anche manifestato l'intenzione di chiudere con il Pavia - ma Giacomo mi ha rassicurata. Non saranno pochi ultras a farmi abbandonare il Pavia. Se mai un giorno dovessi vendere la squadra, lo farei solo ad un imprenditore serio come siamo seri noi in questa impresa sportiva. E poi basta prendesela con Giacomo Brega per la squadra: è stata voluta da Londrosi (Massimo, ex ds ed ex amministratore nel cda, ndr), e paradossalmente quelli che giocano meglio non sono stati scelti da lui. Io non mi spavento, resto al Pavia». Nel frattempo, si attendono le decisioni del giudice sportivo per il comportamento degli ultras azzurri a Trezzano che, tra l'altro, avrebbero versato un bicchiere di birra sulla schieda di una guardalinee.