Protesta alle case popolari Affitto più caro di 50 euro

VIGEVANO Altri aumenti in vista per le case popolari, e scoppia la polemica tra gli inquilini che si sensono presi di mira da un vero e proprio salasso. Nei giorni scorsi, le famiglie che abitano nelle case gestite da Aler (Azienda lombarda edilizia residenziale pubblica) si sono visti recapitare una lettera in cui il direttore generale, Alfonso Mercuri, annuncia gli aumenti. «Con la prossima fatturazione di novembre – si legge nella lettera inviata a tutti gli inquilini – avrà inizio l'addebito dei conguagli spese reversibili 2015 previsto generalmente in 6 rate di importo minimo pari a 50 euro. Non sarà possibile pagare i bollettini di affitto direttamente presso gli uffici Aler, modalità possibile solo per il pagamento di eventuali morosità arretrate. I bollettini d'affitto possono quindi essere pagati o presso gli uffici postali o presso qualsiasi sportello bancario senza spese di commissione. Invitiamo ad attivare l'addebito diretto sul conto corrente, procedura che non comporta alcuna spesa di commissione, evita inutili spostamenti e code agli sportelli, elimina la possibilità di dimenticare la scadenza del pagamento». Già l'anno scorso gli inquilini avevano visto lievitare il canone «per colpa del nuovo Isee – aveva spiegato Mercuri – e del coefficiente di ubicazione catastale». Un sorpresa che avevano mostrato non essere indolore. «Per noi sta diventando insostenibile – dice uno dei residenti –. Perché tra l'aumento dell'anno scorso e quello di quest'anno, alla fine abbiamo 100 euro in più al mese da pagare. E alcuni di noi arrivano a sborsare anche 600 euro, molto più di quanto si spenderebbe sul libero mercato. Ma dove troviamo i soldi per un trasloco? E, al di là di questo, vorremmo proprio capire da che cosa derivino le spese di cui si fa solo cenno nella lettera: i giardini ce li sistemiamo noi, e spesso ci organizziamo per la pulizia scale. A Vigevano c'è solo un plesso con l'ascensore, quindi restano solo acqua, riscaldamento e luce scale». «Abbiamo provato a contattare Aler per avere delle delucidazioni – conclude il residente –. Ma, al di là del fatto che è difficilissimo riuscire a parlare con qualcuno, l'unica risposta che abbiamo ottenuto è: "Ha deciso Lodi e noi non lo sappiamo"». E proprio rispetto al particolare riguardante i contatti con l'azienda pavese, nella lettera si fa una precisazione: «Per quanto riguarda il servizio di reperibilità – recita la missiva – a seguito di nuove disposizioni organizzative, per le sole chiamate con carattere d'urgenza il servizio è attivo solo il giovedì e venerdì dalle 14 alle 18, sabato domenica e festivi dalle 9 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 18». Selvaggia Bovani