Sul crollo del ponte scambio di accuse Caccia ai responsabili
LECCO L'inchiesta per omicidio e disastro colposi è solo all'inizio e il nome di chi, tra dipendenti Anas, Provincia di Lecco e i responsabili di una ditta di trasporti del Bergamasco, sarà iscritto nel Registro degli indagati della Procura di Lecco si saprà solo nei prossimi giorni. Molti gli elementi che i pm stanno valutando: dal filmato che riprende la tragedia alle testimonianze di chi c'era prima che quel ponte sopra la Statale 36 dello Spluga diventasse il "cavalcavia della morte". Sono stati sentiti tutti coloro che ebbero un ruolo nel tragico pomeriggio: agenti della Polstrada, dipendenti di Anas e Provincia, mentre si cerca di ricostruire l'iter dell'autorizzazione del trasporto eccezionale che passò, contribuendo al crollo. Lo scaricabarile, però, tra Ente provinciale e Azienda nazionale autonoma delle strade sulle responsabilità del crollo del cavalcavia di Annone, costato un morto e diversi feriti, è diventato con il passare delle ore uno scontro aperto, senza esclusione di colpi. L'Anas ribadisce di aver sollecitato più volte la chiusura della Provinciale 49 dopo il ritrovamento di calcinacci lungo la sottostante Statale 36, tanto che il traffico procedeva lungo una sola corsia di marcia. La Provincia risponde: la ricostruzione dell'Anas «non collima con le informazioni sull'accaduto in possesso della Provincia di Lecco» e il suo presidente, Flavio Polano, è «davvero rammaricato per le comunicazioni rilasciate da Anas dopo l'evento con una tempistica quasi cronometrica, che addossano le responsabilità alla Provincia di Lecco, rispetto a una sequenza di fatti che saranno chiariti dalle inchieste aperte». Si poteva evitare la tragedia?. «Ora non sono in grado di dirlo - allarga le braccia il procuratore di Lecco, Antonio Chiappani - questo lo stabiliranno i tecnici dopo i loro accertamenti». Accertamenti delegati ad alcuni ingegneri civili, ai vigili del Fuoco e agli agenti di Questura e Stradale. È stato sequestrato il tir che, secondo l'Anas, pesava 108 tonnellate con il suo carico di bobine di acciaio. Un trasporto eccezionale ma senza bisogno di scorta, partito dal Bergamasco, che bisognerà stabilire se abbia rispettato la complessa normativa prevista dall'articolo 10 del Codice della strada. Sotto sequestro anche il troncone del ponte crollato e il video registrato da una telecamera dell'Anas e acquisito dai pm: si vede il ponte, con una lesione già evidente, spezzarsi per precipitare con il mezzo pesante sulla Audi di Claudio Bertini, 68 anni, insegnante di educazione fisica, sposato, con una figlia, di Civate, unica vittima della tragedia. Sarà analizzato ogni frame per ricostruire gli istanti prima del cedimento. Si dovrà, spiegano i pm, «accertare l'incidenza del peso dell'autoarticolato e la resistenza della struttura»; ma i controlli potrebbero estendersi ad altri manufatti simili del sistema viario della zona «perché, almeno - riflette Chiappani -, da una tragedia possa nascere un'azione preventiva». E bisognerà ricostruire la storia di quel cavalcavia maledetto «perché - osserva il procuratore - sembra che abbia dei precedenti tormentati». Nel 2006 un carro gru aveva agganciato il cavalcavia, danneggiandolo.