«Se sei cristiano non puoi respingerli»

VIGEVANO «Ti dico chiaro che se sei cristiano, se credi in Gesù Cristo, se vuoi una vita autenticamente evangelica, non puoi vivere la logica dell'esclusone, del giudizio, della "prima i nostri e gli altri dopo" delle barricate. Non lo dico io, lo dice il Vangelo: è la libertà di essere o non essere cristiano. Che importa se ti portano via il crocifisso se tu i suoi valori non li hai?». Lo dice don Mauro Bertoglio, parroco del Duomo di Vigevano, oltre che responsabile Caritas, commentando quanto sta succedendo in queste settimane caratterizzate dall'arrivo di migranti dall'Africa. «Questo post - spiega don Bertoglio - non è indirizzato ad alcuno in particolare, bensì ad ogni cristiano che, come me, vuole misurarsi con il Vangelo. Non sono solo gli ultimi avvenimenti di Vigevano, Goro o Gorino che devono preoccuparci ma una mentalità diffusa che coniuga Vangelo ed esclusione, vita cristiana e "barricate". Prima ancora di accogliere o non accogliere i profughi, mi preoccupa il "cuore" dei cristiani delle nostre comunità». Nessun riferimento diretto, quindi, alla battaglia, portata anche in Consiglio proprio dall'attuale vicesindaco Andrea Ceffa, sulla difesa del crocifisso nelle aule degli edifici pubblici. Superata la paura del "ci rubano il crocifisso", in queste settimane altri esponenti della politica locale con la stessa maglia del vicesindaco Ceffa, hanno dichiarato che «l'accoglienza non può passare attraverso l'imposizione» riferendosi all'arrivo dei migranti qui a Vigevano nonostante il "no ai profughi" votato dal consiglio comunale qualche settimana fa. «In merito a questo - risponde il religioso - io vedo anche la situazione inversa, anche nello specifico di quanto sta succedendo in via della Pace 7 con la cooperativa Milano Solidale Onlus: è positivo che gli amministratori si preoccupino che tutto sia in regola per l'accoglienza, ma se questo legalmente c'è, se tutto è in regola, non vedo il problema. Sea Lodi questo è stato possibile, perché non a Vigevano?  Anche la non-accoglienza a tutti i costi credo non sia possibile per imposizione. Gli amministratori votati dai cittadini sono per tutti i cittadini anche per chi non li ha votati. Per chi dice "prendeteveli a casa vostra" riferendosi anche alle nostre strutture ecclesiali, penso che chi lo dice usando il termine "vostra" deve esser qualcuno non appartenente alla Chiesa. Faccio poi notare che un migrante su quattro è ospitato in Italia in strutture ecclesiali senza contare quelli che sono in altre strutture Caritas diocesane. E chissà che proprio grazie a questa "proposta", magari anche in qualche nostra struttura parrocchiale vigevanese si potrà realizzare accoglienza per profughi o famiglie di profughi».  Selvaggia Bovani