Abito da sera, tacco dodici le cestiste che non t’aspetti

PAVIA Una serata speciale per le ragazze della Techedge Broni, ospiti di una conviviale del Panathlon Club Pavia, al Campus Aquae. Smessi i pantaloncini e la canotta da gioco, le cestiste bronesi si sono presentate in abito da sera, tacchi alti, trucco, capelli sciolti, dimostrando tutta la loro femminilità. Perché, pure l'occhio, nello sport, vuole la sua parte. Tanti applausi anche per gli altri illustri ospiti, il paraolimpionico Alessandro Carvani Minetti, nominato testimonial del Panathlon, il canoista Manfredi Rizza, sesto alle Olimpiadi di Rio, insignito del Premio Villani dal presidente Lucio Ricciardi; infine un riconoscimento speciale è stato consegnato a Carlo Tacchini (specialità canadese), nativo di Verbania, ma portacolori del Cus Pavia. Ma è stata soprattutto la serata delle ragazze del Broni, che hanno festeggiato l'"Ottima annata 2016", come recitava lo slogan presente sul menù della serata, simboleggiata dalla Coppa Italia, la Coppa Lombardia e il riconoscimento della Lega per la promozione, sistemati a centro tavola. La capitana Arianna Zampieri e le compagne sono state interviste da Angela Scariato, membra del Panathlon e responsabile di "Fisio Sport", la struttura che assiste la formazione oltrepadana per la riabilitazione. «Ricorderò sempre la sera della finale promozione a Castel San Pietro Terme – ha detto Enrica Pavia – quando, nel tunnel degli spogliatoi, mentre entravamo sul campo mi sono avvicinata ad Arianna Zampieri, anche lei reduce da un lungo infortunio, ci siamo guardate negli occhi e poi ci siamo abbracciate, dicendoci: "questo è il nostro momento, non possiamo fallire", ed è arrivata la promozione in A1». «A Broni ho raccolto in tre mesi tantissimo affetto – ha aggiunto Alice Richter, che era arrivata a metà stagione dall'Alpo – dai dirigenti, dai nostri fantastici tifosi». Un po' emozionata Agnese Soli, miglior giocatrice della final four della Coppa Italia, che ha espresso comunque la sua grande soddisfazione per l'annata indimenticabile. Oltre alle protagoniste della passata stagione, spazio ai volti nuovi, a partire dalle due americane: «I love Broni» («Amo Broni»), parole semplice ma efficaci quelle pronunciate da Amber Stokes, che prima dei saluti finali, assieme a Ndidi Madu, ha radunato le compagne per il grido di battaglia pre partita: una sorta di haka neozelandese per darsi la carica. Insomma l'impronta stelle e strisce sulla squadra si sente già molto forte. Sportive sì, ma anche donne: «Il mio fidanzato gioca in Germania – aggiunge Ashley Ravelli – non è semplice riuscire a vederci, ma anche lui è un giocatore di basket quindi ci capiamo». L'emozione ha tradito pure i dirigenti e coach Roberto Sacchi, che hanno ringraziato il Panathlon per l'opportunità concessa. «Essere accanto ad alcuni olimpionici fa molto piacere – ha detto il dg Gianluca Caraffini – Arrivare ai Giochi è la massima aspirazione per un atleta». Il tempo è filato via senza neppure accorgersene, tra immagini proiettate sulle schermo, interventi di esponenti del Panathlon, tra cui Luigi D'Introno, medico sociale della Techedge Broni, vincitore della medaglia d'argento con la Nazionale Under 17 ai Mondiali di Saragozza nel luglio scorso. Franco Scabrosetti