Reati rientra anche in casa «Che fatica recuperare»

TORTONA E' tornato, o meglio, ha esordito, dal momento che non aveva ancora potuto disputare una sola partita ufficiale fino a domenica scorsa. Davide Reati ha smaltito l'infortunio che lo ha tenuto bloccato per un mese e domenica ad Agropoli ha disputato 18 minuti, nella sua prima gara ufficiale stagionale: un elemento preziosissimo per il Derthona. Questo gli conferisce un ruolo determinante nel roster a disposizione del coach Demis Cavina, sia in campo che fuori. «Ora sto bene, mi manca ancora il ritmo partita e devo reggere meglio lo sforzo, ma mi sento bene e progressivamente andrò migliorando sotto tutti gli aspetti». Intanto 18 minuti alla prima partita non sono pochi. «Certamente no, è stato confortante stare in campo così a lungo, ho un po' faticato alla distanza, ma sono mediamente soddisfatto». L'infortunio è stato più noioso di quanto non apparisse a prima vista, ma il recupero è avvenuto persino prima del previsto. E' così? «Alla fine sono stato fermo più di un mese; un banale scontro in allenamento, un contrasto con un compagno, la botta e l'ematoma. C'è voluto tempo e pazienza perchè si riassorbisse». Pesa il ruolo di punto di riferimento in spogliatoio, essendo qui da più tempo? «Assolutamente no, lo faccio con piacere, come mi è capitato in passato in altre squadre dove sono rimasto più anni. Rappresentare la continuità significa che ho il vantaggio di conoscere già l'ambiente e i metodi dell'allenatore, per cui non faccio fatica a dare una mano ai compagni che potrebbero avere bisogno». E' cambiata la squadra, rispetto allo scorso anno? «Sono cambiati molti elementi, fuori dal campo lo scorso anno il gruppo era fantastico ma anche quest'anno finora va tutto molto bene. Per caratteristiche tecniche invece la squadra sembra essere più perimetrale, con un elemento come Ricci che ha il fisico del lungo ma si muove bene anche sull'esterno». Come va l'inserimento degli americani? «Bene. Ho legato sopratutto con Glenn Cosey, molto espansivo e gioviale, ma anche Phil Greene che appare più chiuso si è inserito subito. Va detto anche che entrambi hanno già giocato in Europa, per cui non hanno particolari problemi di adattamento». Domenica arriva la Virtus Roma: come state preparando la partita? «Come sempre con grande attenzione. Si tratta di una squadra che ha vinto tre partite, come noi, d'altronde, e che ha mostrato però qualche alto e basso nel rendimento, tra i vari momenti delle partite». Stefano Brocchetti