Il depuratore scarica batteri nel Ticino

VIGEVANO Il depuratore di via Aguzzafame non evita che il fiume si riempia di batteri. Ogni anno l'Arpa rileva la qualità dell'acqua in uscita dall'impianto di via Aguzzafame e ogni anno i dati superano i limiti di legge. I depuratori che non eliminano i batteri e gli scarichi nemmeno depurati contribuiscono a rendere il Ticino un fiume in cui è vietato fare il bagno. In un controllo a inizio ottobre l'Arpa ha rilevato nelle acque di uscita la presenza di Escherichia coli, batterio che indica la presenza di una contaminazione da rifiuti organici. «È un non problema - spiega il presidente di Asm Roberto Mura - Sono indicatori che spesso l'Arpa rileva e comunica alla Provincia, ma la Provincia non ha mai fatto altro che trasmetterci le note senza sanzionarci». Un problema, quindi, conosciuto, ma che non viene risolto perché Asm non paga penali. E con l'arrivo della stagione fredda l'Escherichia coli diminuisce di molto la propria presenza, al punto che esistono due parametri (uno estivo e uno invernale). Non è altrettanto tranquillo l'assessore all'Ambiente Matteo Mirabelli, che ha anche la delega sulle società partecipate come Asm, che gestisce il depuratore per conto di Pavia Acque. «Vogliamo sapere perché ci sono questi dati sballati – dice Mirabelli – e come vogliono risolvere il problema». L'Arpa in agosto ha elencato una serie di depuratori non conformi in Provincia, tra cui però non c'era quello di Vigevano. Ma già a fine mese l'Ato (Ambito territoriale ottimale) aveva incaricato Pavia Acque di redigere progetti tra cui spiccava un intervento da 1.390.000 euro a favore del depuratore di Vigevano. «Si è deciso di unificare i lotti ed eseguire un unico intervento per l'abbattimento della carica batterica nel depuratore», aveva dichiarato all'epoca il direttore dell'ufficio d'ambito Giampiero Acciaioli. Pavia Acque ha previsto «una spesa di 30 milioni nel triennio 2014-2016 per interventi "indifferibili", ossa lavori riferibili alla depurazione la cui attuazione è urgente per risolvere situazioni a rischio multa da parte dell'Europa». Oliviero Dellerba