«Suo figlio ha preso multe per 2800 euro è nei guai»

PAVIA «Sono l'avvocato Pedrone, il legale di suo figlio. Adesso è in casa?». Inizia così la telefonata di una delle truffe delle quali sono accusati i quattro componenti della gang di napoletani. «Mio figlio non vive con me», è la risposta della donna. «Mi può dare il numero del cellulare – prosegue il falso avvocato perchè c'è un problema. La ringrazio». La vittima della truffa dà il numero di cellulare ma il truffatore non riattacca e quando la vittima se ne accorge riprende la chiamata. «Siamo i carabinieri», risponde una voce maschile dall'altra parte. E la rete si allarga . «Signora, sono il maresciallo Augusto – dice un altro componente della gang – suo figlio è finito nei guai. Ha preso contravvenzioni per 2800 euro e adesso rischia di finire in carcere. Noi carabinieri facciamo tutto quello che possiamo per non farlo finire in galere ma lei deve anticipare i soldi». In questo modo viene fissato un appuntamento e la donna anticipa denaro oppure gioielli come pagamento per evitare il carcere al figlio. Una tecnica di truffa che, nell'ultimo anno, ha fruttato bottini per decine di migliaia di euro. Con i quattro arresti il problema non è stato risolto. In giro ci sono infatti altre bande che prendono di mira i pensionati agendo più o meno con la sessa tecnica dei napoletani. E identificarli è sempre molto difficile».(a. a.)