Equitalia, risorse incerte e “sanatoria” per le multe

di Michele Di Branco wROMA Rottamazione a maglie larghe. Anzi, larghissime. Il governo sta definendo nel dettaglio il decreto che consentirà a chi non ha ancora saldato la propria cartella esattoriale con Equitalia di farlo pagando l'intero importo e gli interessi legali ma vedendosi cancellare le sanzioni e gli interessi di mora. E nell'intento di far rientrare nell'operazione la platea più ampia possibile di contribuenti (in ballo ci sono 51 miliardi di crediti statali e locali esigibili) sembra ormai deciso a includere anche le multe stradali nel cesto dei debiti sanabili. L'ipotesi che prende corpo è quella di lasciare la decisione ai singoli Comuni (che sono i titolari del credito) i quali, ovviamente, riceverebbero in tal caso trasferimenti statali più esigui. In questo schema, anche l'Iva rientrerebbe tra le tasse oggetto della rottamazione. L'imposta sul valore aggiunto, che è comunitaria, sfugge alla giurisdizione nazionale ma il governo ha incassato il via libera di Bruxelles facendo leva sul fatto che i contribuenti "graziati" pagheranno per intero quanto dovuto beneficiando "solo" uno sconto sulle pene pecuniarie connesse all'imposta. Come funzionerà la sanatoria? Per esigenze di cassa (il gettito è messo a copertura della legge di Bilancio) e per evitare di congelare l'attività di riscossione ordinaria troppo a lungo, Palazzo Chigi punta ad una operazione lampo. Chi ha una cartella esattoriale nel cassetto (probabilmente anche chi l'ha ricevuta nel corso del 2016) potrà definire la sua situazione pagando quando dovuto (senza sanzioni e interessi di mora, appunto) entro la fine del 2017 in una sola soluzione oppure in tre rate bimestrali. In pratica, il debito dovrà essere saldato nel giro di sei mesi. Anche chi ha tuttora un piano di rateazione con Equitalia, comprensivo di sanzioni e interessi, potrà pagare il residuo attraverso la rottamazione. Ma, per evitare che qualcuno faccia il furbo, saranno esclusi coloro i quali nel corso di questi mesi in attesa del provvedimento smetteranno di pagare le rate. Non ci sarà alcun tetto alle somme rottamabili: «È una cosa da comunisti» ha tagliato corto il viceministro dell'Economia, Zanetti. La cosa più difficile da definire resta l'ammontare delle risorse che il governo pensa di poter ottenere dall'operazione. Rispetto ai 4 miliardi annunciati in un primo momento, l'incasso messo a bilancio potrebbe limitarsi a meno della metà. Da questo punto di vista il governo si trova di fronte ad una alternativa che presenta, in ogni caso, un rovescio della medaglia. Inserire una cifra inferiore ai 2 miliardi, infatti, permetterebbe da una parte di ovviare alla necessità di inserire una clausola di salvaguardia, che scatta proprio al di sopra di tale soglia, ma dall'altra creerebbe un problema di coperture rispetto al budget ipotizzato finora. Al governo, peraltro, l'operazione serve soprattutto per chiudere definitivamente l'esperienza Equitalia aprendo il campo ad una riscossione meno muscolare. «Basta con Equitalia come killer dei cittadini, deve essere un consulente» ha spiegato ieri Renzi. Il premier ha ribadito che non si tratta di un condono. «Chi ha preso la multa - ha detto - la deve pagare. A chi dice che il governo sta facendo i condoni o aiutando gli evasori, rispondo che ha fatto nel 2015 il miglior risultato negli ultimi sessant'anni: oltre 14 miliardi dalla lotta all'evasione. Eliminiamo un meccanismo, quello di Equitalia, che era punitivo per il cittadino». L'obiettivo del governo, intanto, è anche quello di evitare l'anno prossimo il fatidico "tax day". La proposta di «uscire dalla scadenza unica» del 16 giugno «è accettabile e praticabile», ha spiegato il viceministro Casero, ipotizzando come date aggiuntive il 30 giugno o il 15 luglio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA