Aveva la serra della marijuana, arrestato

VOGHERA Non è la prima volta che Francesco Scorza finisce nei guai per stupefacenti. Nel novembre 2010 lui e altre sette persone erano stati condannati in un processo per droga seguito a una maxi operazione della polizia di Voghera, che aveva smantellato l'organizzazione dedita al traffico di cocaina grazie a intercettazioni e al Gps piazzato sull'auto di uno dei sospettati. Un giro di droga gestito da Mario Scorza, all'epoca 43 enne, fratello di Francesco e residente anche lui a Voghera, che faceva la spola in auto tra Milano e Voghera per rifornire l'Oltrepo di droga. Tra i clienti, noti imprenditori e titolari di esercizi commerciali. In tutto gli otto imputati erano stati condannati a 17 anni di reclusione. Mario Scorza, ritenuto la mente del traffico, aveva patteggiato 1 anno e 6 mesi; una pena lieve perchè è stata messa in continuazione con una precedente condanna. Suo fratello Francesco Scorza aveva invece patteggiato 3 anni. (p.fiz.)di Paolo Fizzarotti wRETORBIDO Il coltivatore diretto della marijuana: partiva da Voghera per accudire la sua piantagione a Retorbido, faceva il raccolto e poi nel suo appartamento preparava la droga per lo smercio. Dopo qualche tempo, però, la sua attività è finita nel mirino dei carabinieri della compagnia di Voghera, che lo hanno identificato e arrestato. A finire in manette è stato Francesco Scorza, un uomo di 56 anni originario della Campania ma da tempo residente a Voghera. Scorza, che ha precedenti penali specifici (vedi articolo a fianco), è stato rinchiuso nel carcere di Pavia, a disposizione del sostituto procuratore Roberto Valli. Nella sua casa di Voghera i carabinieri hanno trovato tre kg di marijuana già essiccata e pronta per essere messa in vendita, due grammi di cocaina, tre bilancini di precisione, una macchina per creare il sottovuoto in confezioni di plastica e vario materiale per il confezionamento delle dosi o lo smercio di quantità più grosse di «fumo» (come buste di cellophane vuote). Il grosso del sequestro, però, è stato fatto in aperta campagna: 29 piante di marijuana, di varie dimensioni a seconda dello stato di avanzamento della maturazione. Andavano dai 20 centrimetri ai due metri e mezzo di altezza. Francesco Scorza, dopo essere uscito di prigione per la precedente condanna, evidentemente è tornato a dedicarsi allo spaccio di stupefacenti, e ha realizzato una specie di serra vicino a Retorbido: una zona che conosce bene perchè in passato ci ha abitato. I carabinieri non hanno reso noto il punto esatto in cui si trovava la serra: dovrebbe essere comunque un appezzamento di terreno lungo la Sp1, nelle vicinanze del cimitero, in un punto non visibile da chi passa lungo la stessa Sp1. Le prime notizie sull'attività di spaccio sono state raccolte dai carabinieri del nucleo operativo di Voghera, che poi si sono avvalsi della collaborazione dei loro colleghi del comando stazione di Rivanazzano. A quanto sembra indagini e blitz sono stati rapidissimi: appena tre giorni, probabilmente per evitare che Francesco Scorza subodorasse di essere finito nel mirino dei carabinieri, facendo sparire le prove. La serra è stata smantellata, le piante asportate per la distruzione dopo essere state acquisite come prova.