Pavia, rispunta Calisti «Ma no, è prematuro»

PAVIA Ripresa ieri la preparazione in vista della gara di domenica al Fortunati con il Sancolombano, la quarta ed ultima del ciclo casalingo consecutivo de Pavia. In casa azzurra stop per qualche settimana (presumibilmente per una ventina di giorni) per il difensore David Simoncini, bloccato per una distorsione alla caviglia procuratosi domenica scorsa nella gara con il Brera. Intanto anche domenica l'attenzione è stata rivolta anche a chi frequentava le tribune del Fortunati vicino alla presidentessa Cristina Rasparini, al vice Tiziano Pacchiarotti e all'amministratore delegato Giacomo Brega. Tra volti nuovi e non dell'ambiente pavese, e non solo, in tribuna rossa c'era l'ex dg di qualche stagione fa Armando Calisti, visto chiacchierare fittamente con Brega. Un nome accostato quello di Armando Calisti accostato al club di via Alzaia più di una volta anche nella scorsa stagione, dove si era vociferato di un incarico dirigenziale a fianco della proprietà cinese. La realtà a oggi, dove la pista di soci-collaboratori pavesi per fidelizzare con esponenti del territorio la compagine pavese è più di una semplice ipotesi, che lo stesso ex rappresentante della famiglia al timone per molti anni dell'Ac Pavia 1911, per ora, frena. «Non ci sono impegni in vista a breve – ci spiega con la sua solita schiettezza e disponibilità Armando Calisti – Ho parlato più di una volta con Brega, anche domenica allo stadio dove sono sempre venuto, e lo farò ancora, prima di tutto come tifoso del Pavia, dopo esserne stato alla guida con la mia famiglia. Credo che in questo momento la società debba prima di tutto stabilizzarsi e chiarire le proprie situazioni». "Società: quest'anno non si scherza. Chiarezza e onestá", era lo striscione esposto domenica dai tifosi della Curva Sud. Aggiungeremmo per il bene del Pavia anche un po' di tranquillità dopo la triste finale dell'avventura cinese e la discesa fra i Dilettanti, ma anche le polemiche di queste settimane. A questo proposito che fine ha fatto Massimo Londrosi? Come consigliere dell'F.C.Pavia 1911, seppur senza più delega tecnica alla Prima squadra, mantiene contatti quotidiani con suoi collaboratori e con giocatori che ha portato in maglia azzurra: e questo non è un mistero. Aveva preannunciato la proposta di un possibile interlocutore toscano pronto ad acquisire il Pavia. Se ci sia un'offerta seria, e sarà avanzata concretamente all'attuale dirigenza azzurra, lo capiremo definitivamente a breve. Sempre che il gruppo guidato da Cristina Rasparini non voglia trovare altri partner, soci o sponsor, per sostenere il progetto dell'ambiziosa stagione di Eccellenza del nuovo Pavia. Enrico Venni