Dal Banco alimentare 11mila pasti
PAVIA In Lombardia sono oltre 209 mila le persone aiutate da Banco alimentare attraverso una rete di 1.254 organizzazioni caritative partner. In provincia di pavia sono 75 le associazioni che ricevono il cibo recuperato, 11.441 gli assistiti che dal banco ricevono il necessario per mangiare. È quanto emerge dal Bilancio sociale 2015 del Banco alimentare della Lombardia Danilo Fossati Onlus fondato nel 1989 da don Giussani. È stato presentato ieri a Milano presso l'Alta scuola impresa e società dell'Università Cattolica. Il Banco Alimentare recupera le eccedenze dalla filiera agroalimentare, dalla grande distribuzione organizzata e dalla ristorazione collettiva per ridistribuirle gratuitamente alle strutture caritative che aiutano persone e famiglie bisognose. L'anno scorso sono state raccolte 85mila tonnellate di cibo, 8500 le associazioni affiliate, oltre un milione e mezzo gli assistiti. «Prodotti alimentari ancora commestibili vengono consegnati gratuitamente alle strutture caritative, che li utilizzano per i bisognosi, potendo così indirizzare le proprie risorse per fini istituzionali - spiegano dal Banco - le aziende riducono i costi di stoccaggio e di smaltimento. Inoltre si evita di trasformare cibo commestibile in rifiuto, di sprecare l'acqua impiegata per produrlo, risparmiando le emissioni di C02 utilizzate per la sua produzione e smaltimento. Dall'osservatorio di Banco Alimentare Lombardia s risulta che a patire di più la fame sono i minori: oltre 60 mila bambini e adolescenti, circa 1 minore su 3, ricorrono ai pasti donati dall'associazione, di cui 13 mila nella sola Milano. Il Banco Alimentare della Lombardia è riuscito nel 2015 a donare ben 34 milioni di pasti equivalenti grazie alle 17.043 tonnellate di alimenti recuperati e raccolti - il 22% in più rispetto all'anno precedente. Nel 2015, tutte le 209.778 persone assistite attraverso la rete di organizzazioni caritative partner, hanno potuto in media beneficiare dell'equivalente di un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni, requisito minimo per uscire dalla soglia della deprivazione alimentare. (a.gh.)