Veleni e accuse, per i media è The Donald il più bugiardo

Novanta minuti di veleni. Verrà ricordato così il secondo dibattito tv (foto) tra i candidati alla Casa Bianca, che non hanno risparmiato nulla del loro reciproco disprezzo ad un pubblico sì preparato allo scontro ma a tratti incredulo davanti alla ferocia con cui si sono affrontati. Così Trump di Hillary Clinton dice che è «il diavolo», che «ha un odio tremendo nel cuore». Le si aggira intorno mentre parla sempre pronto a scattare in attacco. Su Bill Clinton e i suoi scandali torna a più riprese (con le "accusatrici" sue ospiti nell'auditorium), così come sull'Emailgate: «stai mentendo ancora, dovresti vergognarti di te stessa!». Fino a quella frase sconcertante e senza precedenti che suona come una minaccia - sebbene oggi Trump smentisca che lo fosse - di mandarla in galera una volta eletto presidente: «Se fossi presidente nominerei un procuratore speciale per indagare l'uso del server privato» e «tu saresti in galera». Da parte sua Hillary Clinton sembra frenata, costretta a "mordersi la lingua" per non dare il fianco a chi la vuole troppo emotiva: Il video dello scandalo «mostra esattamente chi è, cosa pensa delle donne, cosa fa alle donne», si limita a dire quando lui si difende liquidandolo come «chiacchiere da spogliatoio» e spostando nuovamente l'attenzione su Bill: «non c'è mai stato nessuno nella storia della politica che abbia abusato così delle donne come Bill Clinton». Per schivare gli attacchi l'ex first lady cita Michelle Obama: «Quando loro volano basso, noi voliamo alto» però sul giudizio non transige e non si risparmia nel dare al tycoon dell'incapace. Tutto poi sotto la lente di ingrandimento del "fact check" da parte dei media americani, pronti a confutare punto per punto accuse reciproche e rievocazioni. E il più bugiardo risulta Trump.