Immunoterapia, appello oncologi

COPENHAGEN Un «cambiamento epocale, che presto riguarderà tutta l'oncologia». L'immunoterapia, che utilizza il sistema immunitario come "arma" decisiva per contrastare i tumori, continua a rivelarsi efficace nel trattamento di un numero sempre maggiore di neoplasie: oltre a cancro al polmone, fegato, melanoma, nuovi risultati si sono registrati anche contro i tumori recidivi della testa e del collo, del rene, della vescica, mielomi e alcuni linfomi. Ma la novità è che molte sperimentazioni si stanno avviando nel mondo per testare l'immunoterapia pure nel trattamento dei tumori rari quali i sarcomi o i tumori pediatrici. Una "svolta" confermata dalla mole di studi e dati presentati al Congresso della Società europea di oncologia medica tenuto a Copenhagen, che proprio a tale approccio ha dedicato intere sessioni. «L'immunoterapia ha portato un cambiamento epocale nel modo stesso di considerare la malattia: non solo si registrano miglioramenti decisivi ma si tratta di miglioramenti a lungo termine e dunque che si mantengono per lunghi periodi, e questo apre una prospettiva nuova per tantissimi pazienti», sottolinea il direttore dell'Unità Oncologia medica del'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, Francesco Cognetti. Un approccio di cura innovativo, rileva il responsabile Oncologia medica dell'Ospedale di Perugia Lucio Crinò, le cui «applicazioni per il prossimo futuro riguarderanno tutta l'oncologia». A fronte di ciò, è l'appello degli oncologi, è fondamentale che le nuove terapie siano rese disponibili anche ai pazienti italiani in tempi brevi.