Italia, Ventura rimanda a casa Pellè
ROMA Non sono bastate le scuse postate sui social e nemmeno quelle rivolte di persona a Ventura e ai compagni. Graziano Pellè - idealmente travestito da novello Chinaglia - paga caro lo sfogo di giovedì sera al momento della sostituzione nel secondo tempo di Italia-Spagna. Il gesto plateale di dispetto nei confronti del ct (la mano tesa del tecnico, il mancato saluto del numero 9), ma probabilmente soprattutto offese esplicite e dirette pronunciate dopo essersi seduto in panchina, interrotte solo dopo essere stato avvertito delle tante telecamere che lo avevano immortalato nel suo sfogo verbale, hanno indotto il tecnico e la Figc, di comune accordo, a escludere l'attaccante dalla lista dei convocati per la partita con la Macedonia di domenica a Skopje. «Il suo comportamento è stato inaccettabile», è stata la dura sentenza emessa dal team manager Gabriele Oriali, che in una dichiarazione all'agenzia Ansa fa capire come per l'attualmente ex n.9 dell'Italia non sarà facile tornare sul pullman azzurro su cui ieri non è potuto salire per andare al previsto allenamento con i compagni. Giovedì sera, a caldo, Ventura non aveva insistito sulla questione, constatando solo che Pellè «era arrabbiato, non credo per sostituzione ma per la partita fatta da noi fino a quel momento», mentre era stato molto più critico uno dei senatori azzurri, Daniele De Rossi, secondo il quale non dare la mano al ct al cambio è stato «contrario allo spirito di questa squadra, fondata sui principi di correttezza. Glielo dirà Ventura, glielo diremo noi». Anche secondo il capitano, Gianluigi Buffon, «non è stato un bel gesto, la nostra filosofia è l'unità d'intenti anche se ci sono momenti in cui per nervosismo qualcuno può sbagliare. Riconoscerà l'errore e lo riabbracceremo con affetto». Quando questo potrà accadere non è dato sapere. Pellè si era scusato pubblicamente con tutti, prima dell'esclusione, parlando di «un'altra cavolata». Dall'Europeo era uscito con il fardello del rigore sbagliato e le critiche dei tifosi, poi la scelta di andare a giocare in Cina lo aveva letteralmente allontanato dall'orizzonte azzurro. Ventura però gli aveva concesso di nuovo fiducia, nonostante gli scetticismi espressi all'insediamento. Così nelle sue scuse notturne, dopo il gesto di Torino, il centravanti si era detto pronto a subire le conseguenze di un «errore grave», che non hanno tardato a manifestarsi. Ventura ha deciso di mandarlo a casa, in pieno accordo con la federazione. «Far parte della Nazionale - si legge nella nota diffusa dalla Figc con l'annuncio dell'esclusione - comporta la condivisione di valori e l'assunzione di atteggiamenti consoni alla maglia azzurra, a cominciare dal rispetto nei confronti dello staff, dei compagni e dei tifosi». «Ora pensiamo alla Macedonia - ha dichiarato ancora il team manager Oriali -, tutto il gruppo è concentrato verso questa sfida molto importante sulla strada per il Mondiale 2018». Un pezzo di questa strada sarà di sicuro senza Pellè e, visto anche quanto mostrato ieri da Immobile e Belotti, per lui il volo Cina-Italia potrebbe divenire meno frequente.