«Arcisate non va sottovalutata»
PAVIA Messo da parte l'entusiasmo per l'esordio vittorioso nel derby con l'Omnia, l'Edimes riparte dal proprio campo e da un'avversaria sulla carta abbordabile per la seconda giornata del campionato di C Gold. Domani alle 18 al PalaRavizza arriva Valceresio Arcisate, compagine giovane e da non sottovalutare, ma che sulla carta non viene considerata formazione di primo piano di questo girone, dove sappiamo essere le pavesi le più titolate ad arrivare in fondo. Coach Paolo Piazza guarda avanti in modo positivo, confidando di avere presto a totale disposizione Pat Verri ma deve fare i conti con un nuovo infortunio, quello di Gabriele Buzzin, fermato da una fastidiosa sciatalgia. Come sta la squadra? «Rispetto a settimana scorsa Verri è un po' più in condizione anche se questo problema al tendine d'Achille non è risolto del tutto. Non fa tutti gli allenamenti, mai alla mattina, continua col differenziato facendo poi parte del lavoro con la squadra. Meglio lui, bene gli altri, ma in compenso abbiamo perso Buzzin, che ha una sciatalgia abbastanza pesante e al momento non riesce ad allenarsi». Esaurito l'entusiasmo post derby? «Archiviato. Ci siamo preparati a questa partita come una settimana normale, un po' sulle nostre cose e un po' su quelle degli avversari. Siamo pronti a tornare in campo per fare un'altra buona gara. La cosa importante è non buttar via lo sforzo della vittoria di settimana scorsa, centrando il bottino pieno». C'è il rischio di avere meno motivazione rispetto al derby con Omnia? «Le motivazioni ci devono essere sempre, la difficoltà sta nel tenere alta la concentrazione e l'obiettivo è fare una gara di grande aggressività. Loro sono una buona squadra, con alcuni giocatori da tenere sotto controllo come Rulli e Clerici, che ha fatto 20 punti settimana scorsa, una formazione molto giovane cui prestare attenzione. Chiaro che se noi giochiamo con intensità per tutta la partita può mettersi sui binari giusti e diventare una gara tranquilla, se la sottovalutiamo invece rischiamo anche di perderla». Marco Barzizza