Fondi Piemonte, assolto l’ex governatore Cota

TORINO Le sue «mutande verdi», che erano poi dei banali boxer da spiaggia, erano diventate il simbolo della tracotanza spendacciona dei politici piemontesi. Più ancora del tosaerba messo a rimborso da un consigliere regionale. Più ancora di "Sexploration", piccante libriccino acquistato da una giovane pasionaria del centrodestra (episodio peraltro entrato solo di straforo nel processo). Roberto Cota, ex governatore leghista del Piemonte, ieri è stato assolto dall'accusa di peculato. E adesso dice che le mutande verdi sono state «una falsità tirata fuori da chi voleva buttarmi giù e purtroppo ci è riuscito con una operazione di palazzo». In aula Cota ha dovuto rispondere di spese per un totale di 25mila euro: ma l'esborso che aveva fatto breccia nell'immaginario collettivo, fino a provocare quello che lui stesso ha definito «uno tsunami di ilarità degradante», era di pochi spiccioli e si riferiva a un paio di presunte mutande kiwi (colore trasformato dalla vulgata in verde-Lega) comperate durante una trasferta negli Usa. «Sono stato fatto oggetto di attacchi ignobili - è il commento post-sentenza di Cota - e ho sofferto tanto, ma ho fatto bene ad avere fiducia perché qualcosa nelle istituzioni funziona». Nessun attacco alla magistratura da parte di Cota, il quale, dopo aver lasciato la poltrona di piazza Castello nel 2014, ha cominciato «praticamente da zero» la professione di avvocato. Al processo l'ex presidente ha spiegato che la "pezza" relativa ai boxer «fu messa a rimborso per errore. Lavoravo 18 ore al giorno, senza pause, ed ero sempre in viaggio. Ogni mattina portavo la massa degli scontrini ai collaboratori dicendo loro di fare la cernita. Qualcosa sarà sfuggito, ma in buona fede. Non può essere reato». I giudici gli hanno dato ragione. Adesso Cota incassa il sostegno e la solidarietà dei maggiorenti del suo partito (Salvini, Maroni, Calderoli) e di tanti politici non solo di centrodestra, radicali e frammenti del Pd compresi. Il commento più ruspante viene da Maurizio Lupi, deputato di Ap: «In mutande dovrebbero andare in giro tutti quelli che hanno lo dileggiato gratuitamente e senza prove». Spazio anche alle analisi politiche. La giunta Cota cadde nel 2014 per colpa dei pasticci elettorali provocati da un consigliere di un'altra lista, Michele Giovine (Pensionati per Cota), ieri condannato a tre anni e dieci mesi nel processo per i rimborsi, ma il prestigio del governatore era ormai da mesi annacquato dalle querelle sui boxer. Matteo Salvini, che esulta anche per l'assoluzione del segretario piemontese Riccardo Molinari, parla di «elezioni ribaltate», Forza Italia di «voto sfalsato dalle misticazioni». Cota tornerà in politica? «È presto per dirlo. Ora desidero solo che i piemontesi sappiano che ho lavorato come governatore con impegno, che ho fatto delle riforme importanti, e che sono una persona onesta».