«Onestà e trasparenza, ecco la buona politica»
PAVIA Tra le prime delibere del suo mandato (nel 2014) l'attuale amministrazione del Comune di Pavia approvava l'adesione all'Associazione Avviso Pubblico, nata nel 1996 per collegare enti e amministrazioni impegnati a promuovere la cultura della legalità. A due anni da quella decisione, di dibattiti e provvedimenti in direzione anti-mafia in città ne sono stati fatti (dalle azioni di contrasto al gioco d'azzardo alle campagne per la legalità nelle scuole), ma domani sera, chi vorrà capire meglio lo stato dell'arte della lotta alle mafie in ambito pubblico, a Pavia e in Italia, potrà assistere alla Conversazione Pavese che vedrà dialogare Pierpaolo Romani, giornalista e coordinatore nazionale dell'Associazione Avviso Pubblico, e Raffaella Guglielmann, referente per il presidio antimafia pavese di Libera. L'incontro, intitolato "Amministratori sotto tiro. Difendere e diffondere la buona politica", si terrà alle 20.30 nella Sala conferenze di Palazzo Broletto (piazza della Vittoria) con ingresso libero. «Difendere e diffondere la buona politica è una cosa possibile, che spetta a ben più di un soggetto – dice Pierpaolo Romani – In primis ai partiti e ai movimenti politici, che devono stare attenti alla selezione dei loro candidati, scegliendo solo persone oneste e competenti; poi spetta alla cittadinanza, che deve usare con convinzione il diritto di voto, dovere civico prima che diritto, come stabilito dall'articolo 48 della Costituzione Italiana; infine spetta agli apparati repressivi istituzionali, che devono saper individuare e bloccare le procedure scorrette». Quindi non è solo una questione di leggi? «No, la buona politica non si fa solo con le buone leggi ma anche con il senso civico del cittadino, che ha il dovere di partecipare. A volte bastano le segnalazioni dei cittadini per far venire a galla cose che non vanno: una buona e virtuosa cultura della cittadinanza attiva non è meno importante di buoni amministratori pubblici. Altra condizione indispensabile è la trasparenza». Le intimidazioni avvengono a tutti i livelli, ma quali sono gli ambiti più sensibili? «I primi sottoposti a pressioni e intimidazioni sono i sindaci e gli assessori dei comuni, ma anche figure come il capo della polizia municipale, il capo dell'ufficio tecnico o altri decisori. Quanto agli ambiti: appalti, edilizia, rifiuti, contributi nell'ambito del sostegno sociale, sanità». Un esempio che sfata il falso mito che "arrivati ad un certo livello non ci si può esimere da compromessi"? «Recentemente è scomparso Carlo Azeglio Ciampi, che fu Presidente del Consiglio nei momenti più difficili della storia italiana ma, politico onesto, lontano dagli intrallazzi del potere, ha portato l'Italia in Europa e garantito la tenuta delle istituzioni nel turbolento anno che coincise col passaggio dalla prima alla seconda Repubblica». Marta Pizzocaro