Diossina nel campi, rinviata la bonifica

Concentrazioni di diossina superiori 25 volte i limiti di legge. Valori oltre i livelli consentiti anche per furani, pcb (policlorobifenili), metalli pesanti. Questi i risultati del rapporto del Centro studi di Ispra che aveva svolto le prime verifiche nel 20017. In queste campagne, poco distanti anche da Bascapè, in passato vi era stato uno «spargimento pirata di rifiuti nocivi» e «si concentrano inquinanti genotossici, cioè in grado di indurre danni al patrimonio genetico dell'uomo e degli animali». «Composti potenzialmente cancerogeni - si legge nel rapporto - capaci di indurre alterazioni al Dna tali da provocare tumori negli organismi viventi». Per questo «viene sconsigliato l'utilizzo agronomico dei terreni contaminati, pericolosi per la salute di uomini e animali, perché quelle sostanze possono entrare nella catena alimentare». Roberto Aguzzi, vicesindaco del Comune di Landriano, aveva sollecitato la Regione a procedere il più rapidamente possibile alla bonifica dei terreni. «A Landriano - aveva sostenuto l'allora sindaco - la diossina non era stata trovata. La contaminazione era molto elevata sul territorio di Carpiano, ma decresceva rapidamente fino a scomparire man mano che ci si allontana dall'area dove si è individuata la concentrazione maggiore».di Stefania Prato wLANDRIANO Bonifica rinviata. Ma analisi del rischio, sulla base di alcuni campionamenti, e controlli delle falde superficiali sul territorio comunale di Landriano. Questo, in estrema sintesi, l'esito della conferenza dei servizi che si è svolta in Regione sui 12 ettari, 10 a Carpiano e 2 a Landriano contaminati da diossine e metalli pesanti che hanno superato i limiti di legge. Terreni dove l'inquinamento era stato scoperto nel 2007, segnalato dal rapporto del centro studi di Ispra, e che nel frattempo sono stati comunque destinati ad agricoltura e allevamento. L'area dal 2011 è peraltro diventata Sir, sito di interesse regionale, soggetto a bonifica. Ma di bonifica, nonostante siano trascorsi dieci anni, ancora non si parla. Anzi, la perizia di parte, discussa l'altro giorno in conferenza dei servizi, chiedeva appunto di non procedervi, perché «la presenza di metalli pesanti, pur con valori superiori ai limiti di legge, non comportavano rischi per la salute pubblica» e di «destinarli di nuovo alla filiera agricola produttiva». E sempre la perizia smentiva la presenza di diossine e furani oltre i valori di legge, «contrariamente a quanto attestato da ben due studi del Centro di Ispra che ne rilevavano valori fino a tre volte superiori ai limiti di legge», precisa la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Iolanda Nanni che ha partecipato all'incontro, presentando una serie di controdeduzioni tecniche. Al termine della conferenza, la Regione ha respinto le conclusioni della perizia dei Fratelli Soldi, proprietari dei terreni, e ha disposto nuove indagini: l'analisi del rischio e il monitoraggio a valle delle falde superficiali. «Finora infatti non era stata mai effettuata alcuna indagine sul possibile percolamento dei metalli pesanti nelle acque di prima falda», chiarisce Nanni, preoccupata che «la bonifica non venga fatta» «Un rischio reale - sostiene - perché Regione e Arpa hanno affermato che in questi terreni non vi sia mai stata presenza di diossine e furani oltre i limiti di legge. Per questo ho protocollato agli atti una richiesta di chiarimenti a Regione, Arpa ed Ats. Infine, mi opporrò a quanto deciso da Ats Milano che ha anticipato che i controlli trimestrali sul latte e quelli semestrali su carne termineranno, con molta probabilità, a fine 2016. I cittadini devono poter contare su verifiche costanti».