Cambiali false, in carcere dopo 10 anni

Il processo per le false fatture che sarebbero state emesse da quattro imprenditori si ferma per uno degli imputati. Il giudice Rosaria D'Addea ha dichiarato prescritta la contestazione, come chiesto dall'avvocato difensore Massimo Marmonti, per Michele Vanconetti, 76 anni di Pavia (le accuse erano relative a fatture emesse nel 2008). Il processo per frode fiscale va avanti per gli altri tre imputati: Vincenzo Grano, 68 anni di Pinarolo (avvocato Irene Anrò), gli imprenditori di Pavia Valentin Rosca, di 29 anni (avvocato Fabrizio Comini), e Claudio Bellini, 53 anni (avvocato Davide Fiocchi). Nel 2012 l'inchiesta della guardia di finanza aveva ricostruito un giro di fatturazioni false per operazioni inesistenti. Secondo l'accusa, gli imprenditori avrebbero agito in concorso con un altro imprenditore, per il quale è ancora in corso il processo davanti al collegio.di Maria Fiore wPAVIA La cercavano da gennaio, quando a suo carico venne emesso un ordine di carcerazione per scontare la condanna diventata definitiva. Sonia De Lorenzi, 58 anni, era stata perfino cancellata dalle liste anagrafiche del Comune di Torre d'Isola, dove risultava residente, perché da tempo irreperibile. I carabinieri del nucleo investigativo di Pavia l'hanno rintracciata, l'altra mattina, a Carbonara al Ticino e, notificandogli l'ordine di carcerazione, le hanno "ricordato" che, a distanza di dieci anni dai fatti, aveva un debito ancora da pagare con la giustizia: 11 mesi e 10 giorni di carcere per avere falsificato, in più anni, 113 cambiali per 22.400 euro. La donna, originaria di Santa Cristina e Bissone, è stata portata nel carcere di Vigevano. Nel 2013 era stata condannata a un anno di reclusione (pena diventata definitiva nel 2014) per l'accusa di falsità in scrittura privata, ma avendo chiesto l'applicazione dell'indulto aveva ottenuto una riduzione di 20 giorni della pena. La vicenda che le è costata il carcere risale a ormai quasi dieci anni fa. Nel 2007, un giorno di maggio, la signora Wilma R., accompagnata dal marito, si reca alla concessionaria d'auto Castelli e Carteni di Pavia per comprare una macchina nuova. Al momento di concordare il pagamento c'è un intoppo: il venditore comunica alla coppia che non può vendere loro la macchina perché a nome della signora Wilma risultano alcune decine di cambiali protestate. La vittima resta sbalordita: non ha mai firmato una cambiale in vita sua. La denuncia e le successive indagini chiariscono il mistero. Le cambiali, secondo gli accertamenti, sono state firmate con un nome falso da Sonia De Lorenzi, residente a Torre d'Isola. Viene anche precisato il numero di cambiali: con quel nome falso ne sono state intestate più di 100, per un totale di oltre 20mila euro. In tutte figurava come debitrice la signora Wilma R., ma, secondo quanto emerso dal processo, a contrarre il debito era stata la donna di Torre d'Isola. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA