Senza soldi le strutture per i profughi

di Sandro Barberis wVIGEVANO Pagamenti in ritardo agli enti che ospitano i 1500 migranti dei programmi di protezione internazionale attualmente presenti in provincia di Pavia. Mancano i soldi da cinque mesi ed alcuni enti faticano a pagare i dipendenti e quindi a garantire i servizi d'accoglienza. Questo perché il ministero degli Interni non ha ancora pagato le prefetture di tutta Italia e quindi a ruota non ci sono i soldi per cooperative, enti benefici alberghi e società che accolgono nei propri immobili i migranti. La maggior parte degli operatori attendono quindi i pagamenti da maggio. E non si tratta di pochi soldi dato che per ogni migrante Stato ed Europa pagano 35 euro al giorno a chi garantisce l'accoglienza. Contando cinque mesi di ritardo, il buco per chi ospita migranti in provincia di Pavia supera in totale i 7 milioni di euro. Il problema c'è, tanto che anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha detto che «occorre rimpinguare le risorse per pagare i nostri creditori». La stima nazionale è di un debito intorno ai 600 milioni di euro, soldi che sono stati bloccati dal ministero del Tesoro. Alfano ha chiesto di sbloccarli, ma il suo ministero non è un centro autonomo di spesa e quindi non può determinare da sè i pagamenti senza il via libera del ministero del Tesoro. Una situazione burocratica intricata che porta ad un risvolto concreto: tanti enti d'accoglienza sono a bocca asciutta. «Un problema comune a tutte le prefetture d'Italia», dicono da quella di Pavia. La situazione è in ebollizione: «Alcune cooperative hanno minacciato di lasciare in strada i migranti già a partire dai prossimi giorni - spiegano da una cooperativa che accoglie profughi in Lomellina, che ha raccolto il malumore di altre strutture sparse sul territorio provinciale - Il problema è che senza soldi non si possono mantenere i migranti». Un allarme lanciato già a livello nazionale dalla cooperative e recepito dal Viminale che teme possibili problemi di ordine pubblico. «Il problema esiste ed è sentito soprattutto dalle cooperative che hanno iniziato l'attività negli ultimi mesi, e non hanno quindi liquidità precedente in cassa - spiega Fabio Garavaglia, titolare della cooperativa Faber, una delle prime attive in provincia e che accoglie 140 migranti tra Mortara, Robbio e Sant'Angelo Lomellina - Le nostre sono attività che hanno, come tutte, un'esposizione con le banche. I soldi sono sempre arrivati, ma senza circolo di liquidità può capitare che le banche chiedano comunque di rientrare». «I ritardi ci sono – confermano dalla Croce Rossa che accoglie migranti a Stradella e Valle Lomellina – ma non corriamo il rischio di chiudere perché siamo un'istituzione consolidata».