Caccia ai fondi resta a zero la delegata è sotto attacco
di Fabrizio Merli w PAVIA In Consiglio comunale scoppia la polemica sui bandi (europei e non) e la consigliera delegata al funding, Cristina Bruzzo, viene messa sotto accusa dalle opposizioni e dal consigliere Pd, Luigi Furini. La scintilla che fa da innesco è la relazione al Consiglio comunale da parte della consigliera. Un documento che molti consiglieri contestano. «Il bilancio dei fondi reperiti è zero – commenta Furini – la consigliera, nei mesi scorsi, ha scritto a tutti gli assessorati chiedendo di comunicarle a quali bandi avessero fatto domanda. In consiglio ce li ha elencati, ma quei finanziamenti, comunque gli uffici dei vari assessorati se li sarebbero cercati da soli, senza la necessità di una consigliera con delega al funding. Il dramma è che dopo non avere portato nemmeno un centesimo a Pavia, oggi la consigliera chiede l'istituzione di un "ufficio Europa". Ho proposto alla collega Bruzzo e al sindaco di prendersi un caffè e di dirci, dopo, quali intenzioni abbiano: se sarà lei a rimettere il mandato o lui a toglierle la delega». Con minore vis polemica, ma con argomentazioni di sostanza, anche Nicola Niutta (Nuovo centrodestra) esprime perplessità: «La relazione della consigliera è stata, diciamo così, poco credibile. Quindici pagine nelle quali si ammette che, dopo due anni e mezzo, tutto deve ancora essere fatto. Ha elencato i bandi ai quali partecipano i singoli assessorati come se fossero merito suo. Io ho fatto un accesso agli atti e gli uffici mi hanno risposto, anche con una certa insofferenza, che ciascuno ha lavorato per conto suo per preparare le domande di finanziamento da presentare e nessuno è mai stato contattato dalla consigliera Bruzzo». Giuseppe Polizzi, capogruppo dei 5 stelle, allarga il perimetro del tiro dalla singola consigliera a quelle che ritiene responsabilità politiche dell'amministrazione. «La delega alla consigliera Bruzzo – dice – era ovviamente finalizzata a un lavoro, in termini generali, per l'individuazione dei bandi. Nessuno, ovviamente, si è mai aspettato che la consigliera arrivasse in Comune con il contante. Quello che mi ha stupito è il fatto che la stessa consigliera ha ammesso che servirebbe l'istituzione di un ufficio Europa. Ma come, lo chiede dopo due anni e mezzo? Io credo che l'ufficio si sarebbe dovuto organizzare da subito e in questo senso c'è una responsabilità dell'assessore al personale, Angela Gregorini. Come 5 stelle, avevamo proposto l'istituzione di un ufficio ad hoc, anche perchè la materia è molto complessa. Per questo ho detto al sindaco Massimo Depaoli che ha tradito le promesse elettorali».