Sono 70 i negozi sfitti nel solo centro storico
di Fabrizio Merli w PAVIA Nel solo centro storico sono una settantina i negozi che hanno cessato l'attività, e di questi una dozzina si trova in corso Garibaldi. Parte da questo panorama fosco l'iniziativa dell'assessore al commercio, Angela Gregorini e del suo collega all'urbanistica, Angelo Gualandi. L'idea è quella di pubblicare on line, tra le pagine del sito internet del Comune di Pavia, l'elenco dei negozi sfitti, dei capannoni vuoti e di tutte le aree abbandonate all'interno del tessuto urbano. Il motivo è duplice: oltre a fornire una "vetrina" per eventuali imprenditori intenzionati ad avviare le loro attività in città, c'è anche l'indicazione, più volte ribadita anche in sede regionale, di limitare al massimo il consumo di suolo vergine. L'obbiettivo, a livello nazionale, è quello di azzerare il consumo di suolo entro il 2050. E per ottenere questo risultato, è ovvio che occorre reimpiegare gli spazi che si liberano all'interno della città, utilizzando edifici già esistenti. Nel corso dell'ultima riunione di giunta, l'amministrazione ha approvato uno schema di collaborazione con l'associazione "Atelier città". Si tratta di un'azienda di promozione sociale che sta portando avanti il progetto "Ex vuoto", un piano le cui finalità coincidono con il progetto comunale Ri.m.e.d.i.a. (riuso: mappatura edifici dismessi e abbandonati). L'associazione ha già portato a termine la mappatura di 140 edifici e ha condiviso il proprio documento con il Comune. La finalità comune è quella di completare «un'indagine conoscitiva sul patrimonio edilizio cittadino in stato di mancato utilizzo e/o abbandono e costruire una rete di relazioni tra il pubblico e il privato per condividere risorse economiche e competenze, rete finalizzata a sostenere le strategie di riqualificazione, favorire il riuso di immobili dismessi, degradati o inutilizzati, coordinando la domanda di riuso con l'offerta di beni privati». Lo scenario sul quale si sta sviluppando il lavoro di mappatura, tuttavia, è davvero poco incoraggiante. La crisi ha colpito duramente il settore del commercio, soprattutto con riguardo alle nuove iniziative, e non ha risparmiato nessuno. Lo dimostra l'esempio di corso Garibaldi, storicamente ritenuto una sorta di "paese felice" all'interno della città, con una straordinaria rete di negozi di prossimità. I dati più recenti dimostrano che anche questa rete si sta sfilacciando.