Scoperto il bosco di marijuana

MORTARA Sono venuti a Mortara e hanno disboscato un tratto di terreno demaniale per installare una piantagione di marijuana, come già avevano fatto a Volpiano (To) e Abbiategrasso. Ma facevano soldi anche con lo sfruttamento della prostituzione. Poi i carabinieri di Torino hanno scoperto i loro traffici e sono scattate le manette. In tutto i militari hanno arrestato dieci albanesi, residenti a Torino. I capi secondo l'accusa erano Lorenc Canaj, 46 anni; Franci Canaj, 23 anni; Jetmir Perndoj, 28 anni e Mitsi Kostian, 22 anni. Quest'ultimo era il botanico, quello incaricato di creare e curare le piantagioni dopo avere scelto il terreno da disboscare. I dieci sono accusati a vario titolo di reclutamento, sfruttamento e induzione alla prostituzione; porto abusivo di armi; usura; estorsioni; lesioni aggravate e produzione di droga. Nell'agosto 2015 a Torino si verificano diverse aggressioni ai danni di prostitute nigeriane; c'è anche una sparatoria. I carabinieri scoprono che si tratta di una lotta tra bande per spartirsi il territorio in cui far prostituire le donne. I sospetti si focalizzano subito su un gruppo di albanesi che gestisce 10 donne costrette a prostituirsi a Torino, Volpiano e Cuneo. In pratica ciascuno fa prostituire la propria moglie o fidanzata: donne attirate da Grecia e Albania con la promessa di relazioni sentimentali e lavori onesti e poi mandate sul marciapiede, con botte e umiliazioni quando i guadagni erano scarsi: ognuna di loro doveva incassare almeno 300 euro al giorno. Seguendo i sospettati, i carabinieri hanno trovato anche le piantagioni di marijuana, come quella di Mortara. Le prostitute venivano controllate grazie a un'App installata sul cellulare. Una di loro era stata costretta a lavorare anche dopo avere abortito in strada. (p.fiz.)