Al voto il 4 dicembre per il Referendum
di Gabriele Rizzardi wROMA Dopo rinvii e polemiche, il governo dà il via libera ufficiale alla contesa. La data del voto per il Referendum costituzionale è il 4 dicembre. La decisione è stata presa ieri dal consiglio dei ministri al termine di una riunione lampo durante la quale è stata scartata l'opzione 27 novembre. Alla fine, insomma, si è deciso di prendere un po' di tempo in più. L'obiettivo è avere una settimana in più ma anche chiudere a ogni eventualità di crisi qualora dovessero prevalere i No al ddl Boschi. In quel caso, spiegano a Palazzo Chigi, resterebbero pochi giorni per approvare la legge di Bilancio al Senato e non ci sarebbero margini per provocare terremoti. Il 4 dicembre è anche la stessa domenica in cui gli austriaci saranno chiamati al ballottaggio-bis per il nuovo presidente della Repubblica. La decisione del governo ha scatenato le proteste delle opposizioni, che accusano il governo di voler vincere la partita referendaria col "trucco". Ma Renzi tira dritto. «La partita è adesso e non tornerà. Non ci sarà un'altra occasione. Sono certo che non la sprecheremo» scrive il premier nella sua e-news che gli offre l'occasione per tornare a sostenere le ragioni del Sì. «Questa Italia deve cambiare, non può rimanere ostaggio dei soliti noti, della solita palude che ha bloccato la crescita dell'ultimo ventennio. Ecco perché il Referendum costituzionale è fondamentale. E il risultato del referendum non dipende tanto da me, ma da tutti voi» scrive il premier, che torna ad attaccare i 5 Stelle ma non solo. «Vogliamo avere un Paese più stabile e più semplice o vogliamo tornare alle bicamerali D'Alema-Berlusconi o consegnarci a una strana forma di democrazia diretta in cui una Srl di Milano controlla la democrazia interna di uno dei più grandi partiti del Paese e si lega ai propri amministratori da contratti privati con tanto di penali da pagare?». Beppe Grillo è servito. Quel che è certo è che la scelta del 4 dicembre viene contestata sia da destra che da sinistra. E pazienza se il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Claudio De Vincenti, spiega che non c'è motivo di preoccuparsi perché da qui al 4 dicembre «c'è il tempo» per sviluppare un confronto approfondito tra i cittadini sui contenuti della riforma. Le opposizioni, da Forza Italia a Sinistra Italiana, protestano perché sono state escluse dalla decisione e accusano Renzi di voler fare il furbo. I primi a farsi avanti sono i 5 Stelle. «Il governo ha scelto una data distante in modo da poter utilizzare la legge di Bilancio per regalare mancette elettorali agli italiani» affonda Giulia Grillo. Renato Brunetta (Fi) non è da meno: «Il premier non stia sereno. Anche con la data del Referendum sotto Natale sarà sconfitto. Gli italiani diranno No per mandarlo a casa e per ripristinare la democrazia nel nostro Paese». E Paolo Romani (Fi) assicura che il premier «spera di sfruttare» ancora per parecchie settimane i media e le televisioni prima dell'inizio della par condicio. Al coro si aggiunge il capogruppo della Lega a Montecitorio, Massimiliano Fedriga: «Il voto al 4 dicembre è l'ultima squallida trovata di Renzi che gli si ritorcerà contro perché la gente lo manderà a casa». Un concetto analogo viene ripreso anche dalla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: «Finalmente gli italiani conoscono la data di scadenza di questo governo abusivo». Critiche arrivano anche da sinistra. Paolo Ferrero (Prc) parla di uno «schiaffo alla democrazia» mentre Arturo Scotto (Sinistra Italiana) assicura che Renzi spera di vincere con i trucchi ma sarà «deluso»: «Renzi ha scelto di votare il più tardi possibile. Il motivo di questo rinvio è evidente. Renzi vuole sfruttare sino all'ultimo gli spazi offerti da una tv mai così di parte». Sul Referendum ieri è intervenuto anche il Vaticano, che non ha dato indicazioni di voto ma ha parlato di un «importante» appuntamento: «Quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi esercitando la propria sovranità, il nostro invito è di informarsi personalmente» ha detto il cardinale Angelo Bagnasco. Nella scheda elettorale per il referendum comparirà il seguente quesito: Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016? Alla fine del quesito ci sono due caselle, una con il Sì e una con il No. Basta barrare con una "x" la propria scelta. Non c'è quorum e vince dunque la scelta indicata dalla maggioranza di chi va a votare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA