«Vita rovinata, ora chiediamo i danni»
VIGEVANO Una richiesta di risarcimento danni all'Ospedale civile di Vigevano. Il 78enne rimasto senza reni per colpa di un errore umano, ora si è rivolto a uno studio legale per far valere i propri diritti. «Abbiamo formalizzato una richiesta di risarcimento in capo all'Ospedale civile di Vigevano per conto del nostro assistito - spiega l'avvocato Andrea Rodolfo Masera, che insieme all'avvocato Claudia Mairate assiste il vigevanese - perché di fatto l'operazione imputata si è tenuta lì. Per quanto riguarda il referto dell'istituto clinico Beato Matteo, non abbiamo preso alcuna posizione. Abbiamo semplicemente valutato l'ospedale come la struttura che ha eseguito la prima operazione, valuteremo solo successivamente se ci saranno eventuali corresponsabilità». La triste vicenda che ha colpito il vigevanese di 78 anni, cui era stato diagnosticato un tumore a un rene, inizia infatti con alcuni esami effettuati alla clinica Beato Matteo. L'uomo però decide di farsi operare, agli inizi di quest'anno, all'ospedale civile di Vigevano, dove leggono il referto, trovano effettivamente una massa anomala sull'organo e i medici asportano il rene sinistro. Il paziente vigevanese, però, continua a stare male e, poco dopo, emerge che non era da asportare il rene sinistro, ma il destro. Dopo varie peregrinazioni negli ospedali della provincia, il paziente torna a Vigevano, dove gli viene asportato anche il rene destro, l'unico dei due colpito effettivamente da un tumore maligno. L'anomalia trovata dai medici nel rene sinistro - si è poi scoperto - era una massa benigna. «Non abbiamo ancora quantificato l'ammontare della richiesta danni - proseguono i legali - al momento quindi c'è solo una lettera di richiesta, e non c'è alcuna causa in corso. Sappiamo che l'assicurazione ha aperto la pratica, ma nulla più. Potrebbe accettare o fare obiezioni. Noi possiamo solo dire che l'asportazione di entrambi i reni comporta un cambio radicale di uno stile di vita, ma il nostro assistito ci tiene a precisare che non ha nessuna intenzione di presentare una denuncia in sede penale e non è stato lui a divulgare la notizia alla stampa». Ora il pensionato è costretto a effettuare una dialisi tre volte a settimana, all'ospedale civile di Vigevano. Dove rimane per tre o quattro ore ogni volta. Utilizza il trasportato gratuito da casa all'ospedale. Considerata la sua età ed il fatto che l'uomo è vedovo e ha solo una figlia, il personale medico ha pensato fosse più gestibile l'assistenza ospedaliera piuttosto che quella autonoma casalinga. Selvaggia Bovani