Chiriaco, la difesa: «Già giudicato»
PAVIA L'ex direttore sanitario dell'Asl di Pavia Carlo Chiriaco, già condannato a 12 anni di carcere nel maxi-procedimento "Infinito" contro la 'ndrangheta in Lombardia, non potrebbe essere giudicato anche per l'accusa di aver truccato una gara d'appalto dell'ospedale San Paolo di Milano nel 2009, perché di quello stesso fatto «si parla già nella sentenza» di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa e, quindi, si tratta di una «vicenda già giudicata». Lo ha sostenuto la difesa dell'ex manager chiedendo ieri davanti ai giudici del Tribunale di Milano di emettere una «sentenza di non doversi procedere per intervenuto giudicato su un medesimo fatto storico». Il collegio dell'ottava sezione penale, presieduto da Luisa Ponti, si è riservato di decidere sulla questione posta dalla difesa, rappresentata, tra gli altri, dall'avvocato Oliviero Mazza. A Chiriaco viene contestata, oltre alla turbativa d'asta, anche l'aggravante di aver «commesso il fatto al fine di favorire» le cosche. Nel 2010 avrebbe promesso un «pacchetto di voti di preferenza gestiti dall'associazione di stampo mafioso» a «favore del candidato Angelo Giammario (non indagato, ndr)», ex consigliere regionale lombardo del Pdl. I giudici scioglieranno la riserva nell'udienza del prossimo cinque ottobre: il pm Paolo Storari e le parti civili - Azienda ospedaliera San Paolo e Regione Lombardia - hanno chiesto di respingere la richiesta della difesa.