Berlino, tonfo della Merkel vince la sinistra, cresce Afd

di Maria Berlinguer wROMA Nuova clamorosa sconfitta elettorale per Angela Merkel che a Berlino porta la Cdu, crollata al 17,9 per cento dal 23,3, al peggior risultato dal dopoguerra. Batosta anche per i socialdemocratici che scendono al 22 dal 28,3 ma si confermano la prima forza politica nella capitale. E soprattutto nuovo trionfo per i populisti di Afd che entrano per la prima volta nel parlamento regionale con il 13,6 (ultima proiezione). La cancelliera però non è l'unica vittima di domenica. Malgrado l'avanzata della destra di Afd a Berlino finisce anche l'era della Grosse koalition, l'alleanza tra democristiani e socialdemocratici che governa la Germania. A Berlino infatti grazia alla sostanziale tenuta dei Verdi che scendono di due punti e si fermano al 15,4 e al balzo della sinistra della Linke, che passa dall'11,7 al 15,69 sarà possibile un governo rosso verde. Per Angela Merkel ora si apre un periodo di grande tensione, soprattutto con gli storici alleati della Csu, i democristiana bavaresi che non hanno digerito l'apertura della cancelliera ai profughi e che ora sono pronti a presentarle il conto, in vista delle elezioni politiche che si terranno nel 2017. Sarà ancora Merkel a guidare i democristiani nella sfida del prossimo anno? Sulla sua candidatura, la quarta esattamente come Helmut Koll, pende già il diktat del capo della Csu, Horst Seehofer che chiede l'introduzione di un tetto sui profughi, richiesta per ora non considerata dalla cancelliera. In ogni, proprio immaginando il nuovo tonfo elettorale, la Merkel ha annullato il viaggio a New York per affrontare in prima persona dirigenti e parlamentari della Cdu. Nelle prime dichiarazioni post voto gli uomini più vicini alla Merkel cercano di non drammatizzare. «Non è corretto riflettere il risultato di una realtà particolare come Berlino a livello nazionale, anche se la politica del governo non spinto in favore», ha detto Peter Tauber aggiungendo che la cancelliera «è naturalmente ancora in grado di vincere le elezioni». Ma anche nel partito la resa dei conti si avvicina e già si ipotizzano nomi alternativi come quello di Schaeuble. La nuova sconfitta del partito della Merkel è ancora causata dall'ascesa della formazione che fa leva sui timori generati nella società tedesca dall'afflusso di profughi, che l'anno scorso ha toccato quota 1,1 milioni in seguito all'apertura delle frontiere voluta dalla cancelliera per risolvere la crisi migratoria nei Balcani. Anche se il flusso si è quasi esaurito (4.200 gli ingressi in agosto) e la cancelliera sottolinei la necessità di rimpatriare i migranti meramente economici senza diritto di asilo, la complessa scelta di vedere nei migranti una componente necessaria per un equilibrato sviluppo economico-demografico del paese si scontra con la facile presa della propaganda dell'Afd, che punta sulla chiusura delle frontiere arrivando a sparare per difenderle. In ogni caso Afd è ora presente con i suoi parlamentari in 10 dei 16 land e punta al governo del Paese. «Quelli che abbiamo ottenuto oggi a Berlino è unico, il vero vincitore è Afd» rivendica il leader del movimento populista a Berlino Geoge Pazderski. Per la cronaca nella rossa Berlino la destra ha stravinto a Est dove avrebbe perso quasi il 16 per cento mentre nella ex Berlino dell'Ovest si sarebbe attestata al 9 per cento. ©RIPRODUZIONE RISERVATA