Dagli assegni falsificati al processo
PAVIA Pietro Antoniazzi, ex direttore amministrativo di Asm, è accusato di avere "prelevato" 1,8 milioni dai conti della società di via Donegani e averli dirottati su conti suoi o, comunque, intestati a una sua società. Difeso dall'avvocato Giovanni Caly, inizialmente l'ex manager aveva chiesto di poter patteggiare la pena offrendo, tuttavia, un risarcimento dei danni che la procura non ha ritenuto congruo: si era parlato di una somma inferiore ai 100mila euro, ben lontana, quindi, dal totale dell'ammanco. Così, in seguito al parere negativo della pubblica accusa, Antoniazzi ha deciso di ricorrere al rito abbreviato, che gli consentirà comunque uno sconto di pena di un terzo. L'uomo è detenuto a Torre del Gallo dal 16 ottobre 2015. Insieme ad Antoniazzi sono chiamati a rispondere dell'accusa di peculato anche Giampaolo Chirichelli, ex presidente di Asm, Claudio Tedesi, ex direttore generale e Luca Filippi, ex presidente di Asm lavori e componente il Consiglio di amministrazione di Asm. Per tutti e quattro, la procura aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Solo Chirichelli, però, ha scelto di andare a dibattimento. Tedesi e Filippi (già condannato a 3 anni e 4 mesi per un altro filone connesso ad Asm Lavori) hanno scelto il rito abbreviato. (f.m.)