Cameron licenzia la mappa dei tagli
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Crollo degli ordinativi e del fatturato, crisi del settore petrolifero mondiale: una situazione che incide pesantemente sullo stabilimento Grove di Voghera, che produce valvole e in quanto tale «è maggiormente soggetto all'andamento generale del mercato e più esposto alla concorrenza». Così i vertici di Cameron Italia giustificano l'apertura della procedura di mobilità per 160 lavoratori (154 Grove, 6 Ledeen) sul totale di 663 dei due siti vogheresi di via Betto (473) e via Gandini (190). Esuberi che, salvo altre soluzioni, porteranno - al termine dell'iter di legge di 75 giorni - al taglio di un quarto dell'occupazione. Gli effetti della crisi. I numeri sono eloquenti. In tre anni, dal 2012 al 2015, il portafoglio ordini di Grove è passato da 222 a 88 milioni di euro, mentre per i primi sette mesi del 2017 non si va oltre quota 20 milioni. Inevitabili le conseguenze sui conti aziendali, con un margine operativo lordo in perdita di 18,9 milioni, il risultato netto ante imposte sotto di 8,1 milioni e una variazione negativa di oltre 20 milioni rispetto al bilancio d'esercizio 2014. E le previsioni per la parte restante del 2016 sono in linea con i valori dell'anno precedente, dopo un primo semestre ugualmente complicato. Gli addetti. Il gruppo Cameron Italia ha un organico di 939 dipendenti a tempo indeterminato (790 uomini, 149 donne), così suddiviso: 450 operai, 392 impiegati, 72 funzionari (quadri) e 25 dirigenti; 13 i dipendenti a termine, i cui contratti scadranno entro il marzo 2017. Grove (via Betto) ha 473 addettui, Ledeen (via Gandini) 190, mentre il sito di Colico (Lecco) ne ha 276 e si occupa prevalentemente di valvole sottomarine. La mappa dei tagli. La mobilità incide quasi totalmente su Grove. I 154 esuberi (80 operai, il resto quadri e impiegati) sono così individuati: 5 impiegati del settore acquisti, 2 aftermarket, 5 amministrazione e finanza, 10 assemblaggio, 16 collaudo, 12 gestione ordini, 1 information technology, 3 ingegneria di produzione, 6 ingegneria di stabilimento, 16 magazzino, 2 manutenzione, 20 marketing meccanica, 5 pianificazione, 1 produzione, 18 qualità, 12 quotazioni, 2 reception, 6 saldatura, 1 sicurezza e ambiente, 1 supporto Nigeria, 4 reparto T30, 6 verniciatura e finitura. Gli esuberi in Ledeen (progettazione e costruzione di attuatori per valvole) riguardano il settore vendite (4) e amministrazione, finanza e controllo (2). L'azienda chiarisce che il ricorso, per un anno (scadenza 4 ottobre) alla cassa integrazione straordinaria, non ha avuto un impatto decisivo nella politica di risanamento dei bilanci. Ulteriori misure comporteranno l'esternalizzazione del servizio di portineria, «estesa anche all'orario di lavoro degli uffici»; la soppressione dell'attività di supporto all'unità produttiva in Nigeria e della struttura di marketing, già centralizzata alla casa madre di Houston (Texas); lo smantellamento del reparto di nichelatura. ©RIPRODUZIONE RISERVATA