L’omaggio all’università e all’arte per spronare la città
PAVIA «Qualcuno ha descritto Pavia come "un po' scontenta di sè" aveva detto Ciampi ne discorso ai sindaci il 19 gennaio 2006 – qualcun altro come "un po' pigra perché troppo contenta del proprio benessere, della propria ricca identità. Forse c'è del vero in ambedue le espressioni». Il Capo dello Stato aveva aggiunto: «Ma la scontentezza, in una società avanzata come la vostra, può divenire una molla al fare, all'innovare, all'inventare una nuova realtà per questa antica e nobile città, per questa ricca provincia». Quando «l'11 dicembre del 1991, quando la Alma Mater Ticinensis volle conferirmi la laurea in Economia e Commercio. Quell'onore mi fu particolarmente caro anche perché era già toccato, tra gli altri illustri personaggi, a Luigi Einaudi, insigne economista e mio predecessore quale governatore alla Banca d'Italia». A Pavia «avete molti progetti, di cui mi avete parlato con passione e convinzione. Ora si tratta di realizzarli e questo richiede tenacia e, soprattutto, capacità di lavorare insieme, amministratori, ricercatori, imprenditori, sindacati, forze sociali organizzate». Perché « forza e tenacia, capacità di innovare, sono le radici di un nuovo sviluppo». «Il mondo cambia — ricordava il presidente Ciampi — come altrove in Italia e in tutta Europa anche voi siete consapevolmente alla ricerca della definizione e dell'avvio di un nuovo modello di sviluppo che deve necessariamente fondarsi sulle risorse proprie del territorio, utilizzandole in modo nuovo e creativo». A questo proposito, « viene naturale richiamare la prima delle vocazioni ed eccellenze del vostro territorio: l'Università, vera fabbrica del sapere. La città della conoscenza, quale è Pavia, deve porre la conoscenza sempre più al servizio della crescita dell'economia e del benessere della società». Anche «turismo e arte sono tra le eccellenze di Pavia. I prestigiosi monumenti della città possono attirare un volume crescente di turismo culturale».