Raffica di bici forate dalle spine
PAVIA Puntuale come una cartella di Equitalia, come il Natale e l'invecchiamento. Anche quest'anno è arrivato su strade, ciclabili e marciapiedi l'incubo dei ciclisti, "l'afrodisiaco che buca le gomme". Il primo avvistamento in città risale al lontano 2009 , quando la piantina comparve per la prima volta e venne identificata dal professor Francesco Sartori dell'Orto Botanico. Il Tribulus terrestris, infatti, è una pianta spinosa e infestante che ha invaso le piste ciclabili di Pavia: buca le ruote delle biciclette ma è venduto come afrodisiaco e anticoagulante. Difficile da combattere, necessita di un diserbo specifico. E le sue spine - palline puntute su tre lati, terribili - non danno scampo a chi si avventura sul tappeto verde dalle foglioline oblunghe. C'è chi si è dovuto rivolgere al ciclista ben quattro volte in una sola giornata. Alcuni specifici tratti delle piste ciclabili cittadine presentano un'elevata densità al suolo di questi frutti acuminati e quando una bici ci passa sopra non fora una sola ruota, ma spesso le buca entrambe e in più punti. Tutto ciò significa che la camera d'aria, nella maggior parte dei casi viste le forature multiple, non è più riparabile e che va sostituita. «I costi variano a seconda del tipo di copertone e di bici. Nel 2013 un gruppo di cicloturisti austriaci di Argus e tedeschi di Adfc, sorelle della Federazione italiana amici della bicicletta avevano scritto all'allora sindaco Alessandro Cattaneo denunciando il proliferare del tribulus terrestris. Tagli, diserbante, cambio gomme. La piantina ricresce, altre forature. Anche l'anno scorso stesso copione, non si riesce a debellare l'infestante.