Margaglio cerca a Voghera un trampolino di lancio
L'OltreVoghe ha ripreso ieri pomeriggio ad allenarsi a Silvano Pietra dopo la prima vittoria della gestione Fasce in campionato. Nella prima seduta della settimana, conclusa una fase iniziale di riscaldamento, il gruppo ha lavorato con il pallone (cross e tiri in porta) , per poi dedicarsi alla corsa e alle partitelle a tema e in velocità. Sono sempre aggregati al gruppo oltrepadano, i due giovani in prova: l'esterno offensivo Niccolò Dagnoni, classe '97, ex Primavera del Verona e il difensore centrale Gioele Rizzo, anche lui classe '97, l'anno scorso in forza alla Primavera del Chievo e in precedenza con il Genoa Primavera, agli ordini di mister Fasce. Il programma settimanale dei rossoneri prevede altre sedute (l'ultima venerdi) pomeridiane, sempre a Silvano Pietra, in preparazione della trasferta di domenica sul sintetico di Borgosesia. Intanto, in tema di ex rossoneri, l'attaccante sloveno Dejan Marijanovic ha lasciato il Delta Rovigo e si è accasato al Lentigione, società in provincia di Reggio Emilia che milita nel girone D di serie D.VOGHERA Fame, determinazione e tanta voglia di essere protagonista. L'ultimo innesto in casa OltrepoVoghera, Alessio Margaglio, classe '96, dimostra le idee chiare e propositi ambiziosi per la sua avventura in maglia rossonera. Domenica scorsa, nel match casalingo con la Bustese, ha preso contatto con la sua nuova realtà, giocando, discretamente, gli ultimi 20'. «Le prime sensazioni sono molto buone – dichiara il giovane di mamma ivoriana e papà italiano- in campo mi sono trovato bene e mi piace la mentalità propositiva della squadra. Mister Fasce chiede sempre di giocare la palla e non vuole che la squadra rimanga chiusa dietro, affidandosi al lancio lungo. Anche a livello di gruppo, c'è una bella unità di intenti tra vecchi e giovani e tutti mi stanno aiutando ad inserirmi». Dopo i primi anni di calcio, tra Valenzana e Casale (città in cui vive), Margaglio è stato notato dagli osservatori del Parma. In Emilia, ha trascorso due anni, negli Allievi Nazionali, per poi passare al Gubbio (C1), Asti e Acqui in D, fino all'ultima stagione vissuta a metà tra Pro Patria (Lega Pro) e Vis Pesaro (D). «L'ultimo anno ho avuto qualche problema fisico di troppo. Mi sono anche operato alla mano e ho giocato poco - prosegue il giocatore originario della Costa d'Avorio - , ma ricordo con piacere la grande passione della tifoseria della Vis Pesaro. Ora sono qui per rilanciarmi nel calcio professionistico e sicuramente cercherò in tutti i modi di mettere in difficoltà il mister, sono ambizioso e voglio conquistarmi una maglia da titolare. Non ho fatto la preparazione, anche se mi sono allenato da solo in estate. E' chiaro che non è la stessa cosa, devo trovare il ritmo partita e la tenuta sui 90 minuti, ma è questione di poco tempo, sarò in forma quanto prima». Come ruolo, il 20enne di Casale conferma di essere molto duttile: «Come preferenza personale, mi sento a mio agio nel fare l'esterno del 3-5-2, ma posso giocare anche mezzala o come esterno, sia basso che alto. Sono uno molto grintoso, che basa il suo gioco principalmente sulla forza. Ai tempi del Parma, ho avuto come compagno di squadra Josè Mauri (centrocampista di proprietà del Milan, ora in prestito all'Empoli, ndr) e lo ritengo un modello da seguire, proprio come voglia di esprimersi sul campo da gioco e determinazione». Tra gli allenatori incontrati nel suo percorso, Margaglio cita Francesco Buglio, attualmente al Pavia, che all'Acqui gli diede fiducia come titolare all'età di 18 anni: « Mister Buglio tira fuori il massimo da ciascun giocatore, è un grande motivatore e con lui sono cresciuto tanto a livello caratteriale». Al fianco di Buglio, c'erano anche il professor David Chiodo e Maurizio Brancaccio, attuali componenti dello staff tecnico di Fasce. Tra il pubblico del Parisi, non è passata inosservata l'acconciatura estrosa di Margaglio: «Mi è sempre piaciuto portare i capelli un po' strani, l'anno scorso avevo le treccine come Cuadrado, ma non è un tentativo di emulazione, mi piacciono cosi». Alessandro Quaglini