Film hot in rete, si uccide per vergogna

NAPOLI Da un anno e mezzo la sua vita era diventata un inferno. Aveva girato dei video hot che, a sua insaputa, erano finiti sul web diventando virali, con tanto di nome e cognome. Una spirale di vergogna che l'aveva costretta a fuggire dal suo comune di residenza, e che ieri l'ha portata a suicidarsi impiccandopsi con un foulard nell'abitazione dove viveva da qualche tempo, con la madre, in provincia di Napoli. La donna, 31 anni, aveva ingaggiato anche una battaglia legale per il diritto all'oblio. Il suo avvocato, Roberta Foglia Manzillo, aveva ottenuto di recente dal tribunale di Napoli nord un provvedimento d'urgenza con il quale si intimava ai social network di rimuovere post, commenti e contenuti multimediali relativi alla donna. L'avvocato ha citato in giudizio, assieme ai diffusori dei video, Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google e Youtube, oltre alle persone responsabili della diffusione in rete. Il giudice del tribunale di Aversa, Monica Marrazzo, ha riconosciuto la lesione del diritto alla privacy della donna, contestando al social di non aver rimosso il contenuto appena ha saputo che i contenuti pubblicati erano lesivi della sua reputazione. I difensori del social network californiano specificano che, però, la pagina non conteneva affatto video. La vicenda dei video hard diventò un vero e proprio tormentone, che andava sotto il titolo "Hai fatto un video, bravo", la frase che la ragazza ripresa rivolgeva a chi la filmava. Su questo erano nate irriverenti canzoni, parodie e anche profili con fotomontaggi e t shirt con scritte che inneggiavano ironicamente alla protagonista. Questa pagina, nata in seguito alla diffusione dei video, è stata ora rimossa dalla piattaforma ma il danno ormai era stato consumato: malgrado lei avesse anche avviato le procedure per il cambio di cognome, la diffusione capillare delle immagini, della sua foto, delle generalità rappresentava una ferita non rimarginabile. C'è chi riferisce di un precedente tentativo di suicidio, chi descrive il progressivo aggravarsi della sua depressione. La vicenda sarebbe iniziata come un gioco: lei stessa avrebbe inviato per gioco quelle immagini a un ristretto numero di amici, uno dei quali l'avrebbe tradita trasmettendo il video a qualcun altro. E così via, in una catena di inarrestabile diffusione. Le immagini erano finite praticamente ovunque, siti porno compresi, dando vita sul web a una catena di insulti e dileggi. Alta, bruna, capelli lunghi e sguardo intenso, un fisico da modella. La donna lavorava nel locale di cui erano titolari i genitori, in provincia di Napoli, e in seguito alla diffusione dei video fu costretta prima a lasciare l'attività, poi a trasferirsi fuori dalla Campania. Di recente era tornata in provincia di Napoli, a casa di una parente. Ma il peso di questa vicenda si era fatto insostenibile, in un crescendo di angoscia e depressione, fino al tragico epilogo di ieri sera.