Fasce non si accontenta «Serve più concretezza»
VOGHERA Giovanni Fasce commenta con la consueta pacatezza la vittoria sulla Bustese: «Abbiamo cominciato un po' contratti, patendo, forse, l'emozione del debutto davanti al pubblico di casa e la difficoltà di affrontare per la prima volta una difesa a cinque, anche in settimana ci siamo preparati a farlo. Poi siamo venuti fuori, insistendo di più con la palla a terra. Cosa non mi è piaciuto? Sicuramente avremmo dovuto essere più cinici e concreti sotto porta, dovevamo crederci di più, anche se va detto che gli attaccanti si sono sacrificati molto per la squadra, come aveva chiesto loro e questo lavoro li ha privati di un pizzico di lucidità in fase di concretizzazione della manovra. I singoli? Tomat non ha svolto la preparazione, a Carate ha sofferto nel primo tempo, ma oggi l'ho visto molto più convinto e determinato. Bene anche Battistotti, D'Aniello è stato l'uomo ovunque, Chimenti è sulla buona strada per diventare il nostro Gattuso, Di Placido e Colombo stanno affinando l'intesa, Pitarresi ha difettato in conclusioni che di solito non sbaglia. Ecco, quello che vorrei vedere è il portiere avversario più impegnato da nostri tiri nello specchio». Marco Chimenti si prende i complimenti per il gol, e non solo: «Ogni tanto tendiamo ad addormentarci, ma nel complesso abbiamo disputato una buona partita». Alex Romano è soddisfatto per aver centrato il bersaglio, ma fa anche autocritica per le occasioni sprecate: «Devo migliorare io, deve migliorare la squadra. E' stata una gara con tanti errori, per fortuna l'abbiamo portata a casa». In sala stampa fa capolino anche il patron Lino Gaffeo: «Una bella festa, con tutti i ragazzi del settore giovanile. Ci tenevamo a fare bene, avanti così». Maurizio Ganz, mister ospite, non cerca alibi: «Meglio noi nella prima mezz'ora, ma alla distanza l'OltrepoVoghera ha imposto i suoi valori meritando la vittoria, anche se in entrambi i gol ci abbiamo messo noi lo zampino facilitando il lavoro degli avversari. Nella ripresa, speravo ancora di raddrizzarla ma il raddoppio ci ha tagliato le gambe». (r.lo.)