Senza Titolo
di FABIO RUGGE Vado dietro a Giorgio Boatti, al suo editoriale di ieri, domenica. E' vero: in questa città (per questa città!) si parla poco di bellezza. Ed è strano. Per me cittadino pavese da solo tre anni, la bellezza è una presenza palpabile e rincuorante. Lo dico, avendo alle spalle tre lunghe cittadinanze municipali: Lecce, Trento, Milano. E' un fatto: Pavia è bella, molto. Allora, tento sul tema "bellezza e Pavia" una breve riflessione in cinque punti. 1.La bellezza di Pavia ha un suo tipo. Non voglio porre limiti alla provvidenza. Dubito però che per qualche anno a venire ci saranno risorse per realizzare molti complessi nuovi o rilevanti inserzioni nel tessuto urbano. Pavia è la città del romanico, delle vie e viuzze a trama medievale, dell'acciottolato, del fiume, delle torri svettanti, dei segreti tesori artistici. È questo il capitale di bellezza da far fruttare. Sulla sua valorizzazione vanno spese risorse. Al suo servizio va impiegata ogni capacità di innovazione, anche ardita. Tra queste, ben vengano i programmi di pedonalizzazione, magari associati a una scrupolosa attenzione per la pulizia e il decoro. 2.Parlavo di spese. Già, questa bellezza deve rendere anche economicamente. Altrimenti dove trovare le energie finanziarie per conservarla, rivisitarla, valorizzarla? CONTINUA A PAGINA 10