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VOGHERA Anna Alpago e il marito Graziano Perinati quando aprono la finestra, si trovano di fronte l'immagine dei materassi usati e puzzolenti accatasti al capannone della Recology, situato in fondo a via Lomellina, davanti alla strada di Cascina del Croix dove la coppia risiede. «Ci viene male quando apriamo – racconta Anna – abbiamo parlato con Zonca, proprietario del capannone, e ci ha detto di avere pazienza, però questa situazione va avanti da tempo». «Nel capannone hanno sempre lavorato poco fin dall'inizio, quindi era ipotizzabile che ci fosse qualcosa che non andava», aggiunge Graziano riferendosi in particolarte alla notizia dell'inchiesta della procura piacentina che coinvolge anche la ditta vogherese e la «gemella» Gibiemme. I circa venti residenti di strada Bussolino sono preoccupati: temono che nell'area ora dismessa possa scoppiare un incendio. «Qualche giorno fa è suonato l'allarme, pensavamo fosse per le fiamme», racconta Graziano Perinati. «Io ho un appezzamento vicino alla Gibiemme (in via Prati Nuovi). Là c'è ancora più disordine rispetto alla Recology», dice Piero Sanson dal cancello della sua abitazione. Adelio Montini ha la casa che confina con l'autostrada. «Di questa zona non se ne occupa più nessuno, speriamo che qualcuno pensi presto anche a noi. Di notte, nell'area della ditta girano anche un sacco di topi». Andrea Pagano è proprietario dei due capannoni situati davanti alla Recology. «Subiamo le conseguenze di questa situazione, perché nessuno vuole venire qui, i vicini si lamentano per i topi e quando c'è vento il materiale finisce in strada. Anche il vicesindaco di Casei, Roberto Todesco, abita vicino alla ditta sotto indagine. «La luce del sole ha sgretolato il mucchio di materassi, i liquami finiscono nelle fogne e colano lungo i fossi davanti al supermercato Galassia». Marco Quaglini