Pozzi inquinati, per i filtri altri due mesi
di Stefania Prato wPAVIA Ancora nessun filtro per abbattere le concentrazioni di manganese nell'acqua potabile che viene prelevata dai pozzi di Borgo Ticino e di viale Libertà. Livelli che superano del 100% i limiti di legge e che avevano imposto l'urgenza di intervenire per contenerne i valori. Valori che, dice la consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Iolanda Nanni, non vengono più aggiornati da tempo. O almeno dall'ottobre del 2015, «da quando ho effettuato le rilevazioni che poi sono state denunciate in un'interrogazione regionale», afferma la consigliera pentastellata. Allora le analisi avevano accertato che nel pozzo di Borgo Ticino era stata individuata una concentrazione di manganese pari a 110 microgrammi per litro, contro il valore limite di 50, mentre nel pozzo Libertà, che serve la zona del Ticinello e parte del centro storico, era stata rilevata una concentrazione pari a 128. «Dati preoccupanti», li definisce Nanni, ricordando che «la legge italiana impone il divieto di superare i limiti imposti». Poi mostra il rapporto internazionale redatto nel 2011 dall'Organizzazione mondiale della sanità e sottolinea in rosso la parte in cui si afferma: «L'eccessiva esposizione al manganese può determinare danni neurologici e potrebbe essere correlata all'insorgere di patologie neurologiche, incluso il morbo di Parkinson». La consigliera insiste nel sollecitare «un intervento indispensabile per la tutela della salute pubblica» e chiede che vengano aggiornati i dati dei due pozzi, «come avviene per quelli di viale Lodi, Campeggi, Mirabello, Villalunga». Indice puntato anche sui lavori che sarebbero dovuti iniziare a giugno, ma «siamo a settembre e ancora non si sa nulla». «Una situazione assurda, visto che parliamo di salute pubblica». PaviaAcque tranquillizza e assicura che Asm Pavia «svolge controlli costanti sullo stato dell'acqua che scende dai rubinetti». «Il problema riguarda solo l'aggiornamento delle schede», sostiene l'ingegnere Carlo Mascheroni di PaviaAcque, la società che gestisce il sistema idrico provinciale. Che precisa: «Tra novembre e dicembre inizieranno i lavori per installare i filtri nei due pozzi da cui viene prelevata acqua con un'eccessiva presenza di manganese. La necessità di ottenere l'autorizzazione paesaggistica ha comportato una dilatazione dei tempi, ma ora stiamo procedendo il più rapidamente possibile, il progetto e pronto e attende l'approvazione del consiglio di amministrazione». L'ingegnere sottolinea poi che due pozzi hanno una profondità di 200 metri e captano le acque da falde profonde, protette da rischi di contaminazione di sostanze inquinanti. E proprio la profondità della falda, «che tutela dalla presenza di pesticidi», comporta, in contropartita, valori elevati di manganese.