La difesa trova le geometrie, mancano i gol

SANT'ALESSIO »No comment». È la sera del 31 di agosto, è da poco terminata la gara di coppa dell'Accademia Pavese contro il Caprino, consegnata agli annali con una sconfitta per 4-1, e mister Maggi non ha voglia di commentare la seconda goleada subita in pochi giorni. È l'attaccante Gianluca Gaudio, allora, a parlare: «Noi cerchiamo di giocare ogni partita per vincerla, di entrare in campo senza lasciare spazio, raddoppiare sempre gli avversari, cercare di fare gioco, far girare la palla, segnare. Questi sono i nostri principi. Siamo stati fortunati che tutto questo sia successo adesso, un campanello d'allarme che ci dice che il campionato sta iniziando e che dobbiamo darci una sveglia. Noi non siamo quelli di stasera». A distanza di appena pochi giorni, le parole di Gaudio assumono un significato importante. Sembra davvero che i campanelli suonati nella testa dei giocatori dell'Accademia, dopo le due dure sconfitte di coppa abbiano dato l'effetto sperato, che, per dirla con le parole dell'attaccante, abbiano «dato una sveglia». Che i risultati pesanti subiti andassero oltre i demeriti della squadra di mister Maggi era chiaro, ma forse è un bene che siano arrivati. La prima di campionato, con lo 0-0 sul campo del temibile Trezzano, ha raccontato di un'Accademia completamente diversa. Stessi principi di gioco, certo, ma ben altro atteggiamento, alta concentrazione, grande sacrificio. Più gioco e meno errori. La difesa ha portato a casa il primo "zero" della stagione e lo ha fatto dopo avere incassato otto gol in due partite. Certo, c'è ancora tanto da lavorare. Un gol segnato in tre partite è un dato che induce a riflettere, soprattutto considerando la mole di occasioni create. L'impressione, però, è che se si sbloccasse nel suo reparto offensivo, questa squadra potrebbe togliersi belle soddisfazioni. (g. luc.)