Veleni e predatori “alieni” «Così il fiume sta morendo»
di Giovanni Scarpa wPAVIA «Una volta era pieno di savette e timoli, i pesci tipici di queste acque. Oggi sono praticamente scomparsi». Roberto Battagin, sindaco di Bereguardo e presidente provinciale della Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva ed attività subacquee) allarga le braccia. Il rantolo del Ticino non lo sorprende più di tanto. «Le cause della progressiva agonia del fiume sono tante – spiega –. Chi va a pesca lo sa bene e non da ora. Prima delle secche sempre più devastanti, abbiamo dovuto fare i conti con il deterioramento della catena alimentare. Oggi nel Ticino ci sono solo predatori». Questo, spiega Battagin, da anni ha alterato profondamente il delicato equilibrio della fauna. «E' il motivo per cui non si pescano più savette, temoli e altri pesci tipici – racconta –. Gli esemplari autoctoni sono stati falcidiati nell'acqua dai pesci siluro, dall'alto dai cormorani. Senza la possibilità di intervento, i più piccoli non hanno avuto scampo». Colpa anche dell'uomo, ovviamente: «L'altro grande motivo dell'agonia del Ticino, come tutti sanno, è l'inquinamento. Dalle analisi, spesso, fra i veleni ritrovati nelle acque, non ci sono solo gli scarichi delle fabbriche, ma anche tracce di sostanze stupefacenti provenienti dal sistema di depurazione. Ma come potrebbe sopravvivere?». Ora, sempre più spesso, ci si mette anche la siccità. «Su questo non sarei catastrofista – sottolinea il presidente dei pescatori pavesi –. Si sa come funziona: oggi siamo qui a parlare di secca storica, a novembre magari di alluvione. Certo il deflusso minimo sempre più basso non fa che peggiorare la situazione». Anche i Navigli sono sempre più a rischio. «Su questo punto devo manifestare il disaccordo della federazione sulle asciutte programmate dal Villoresi, gestore del sistema irriguo nella nostra provincia – conclude il presidente della Fipsas –. Si creano numerosi danni ai pesci anche in questi corsi d'acqua minori. Sarebbe meglio invece evitare e garantire un deflusso minimo vitale anche per i Navigli, mentre ogni anno i canali vengono completamente svuotati con tutto quello che ne consegue».