Benevento, rivolta nel carcere minorile
Hanno sfasciato mobili, tubature, termosifoni, televisori. Hanno colpito con i piedi di legno dei tavoli e con manici di scopa gli agenti penitenziari, ferendone in maniera lieve due. Hanno sfondato una parete divisoria tra due celle utilizzando delle brande. Una rivolta, quella fatta scoppiare nel carcere minorile di Airola (Benevento) che, sia secondo il Centro giustizia minorile che per il Sappe, ha un obiettivo chiaro: l'ascesa criminale di alcuni detenuti vicini al clan. Una manifestazione di forza, dunque: per dimostrare di essere in grado di tenere in scacco lo Stato e di poter, quindi, aspirare a diventare boss. Ci sarebbe dietro questo scenario a quanto accaduto nel carcere del Beneventano: 37 detenuti, minorenni ma anche ultra 21enni. «Abbiamo temuto perché la situazione è stata critica - dice Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe - I detenuti dopo aver sfasciato interamente una Sezione dell'Istituto penale per Minorenni, hanno continuato a minacciare gli Agenti di Polizia Penitenziaria in servizio nelle sezioni detentive con i piedi di legno dei tavoli e manici di scope, dopo averne feriti due». Il pretesto della rivolta sono state rivendicazioni legate al vitto e alla sigarette ma la realtà, dice il Sappe, è più complessa. «É una manifestazione di forza da parte di clan della criminalità organizzata all'interno del carcere. La rivolta è scoppiata per questo - spiega Capece - è una lotta tra bande e uno dei clan ha voluto così dimostrare che è più forte e che riesce a tenere in scacco anche lo Stato. Il problema è che l'ordinamento consente la presenza di ultra 21enni Sono piccoli boss che portano avanti una lotta per la supremazia. L'ennesima dimostrazione che il carcere è una università del crimine».ROMA Il corpo di Sayed, il ragazzo afgano rimasto sepolto tra le macerie della sua casa ad Amatrice, considerato l'ultimo disperso ufficiale della cittadina devastata dal terremoto, è stato recuperato ieri dai vigili del fuoco dopo uno intervento ad alto rischio: la casa dove il giovane viveva con altri quattro connazionali, infatti, era crollata scivolando a valle. Sayed, rifugiato politico, avrebbe dovuto lasciare Amatrice per Torino, dove lo aspettava un lavoro da pizzaiolo, ma aveva voluto restare con gli amici fino alla Festa dell'amatriciana, in programma il 27 e 28 agosto: una scelta che gli è costata la vita e che porta il bilancio della tragedia a 295 vittime. Senza escludere la possibilità che altre persone, finora non segnalate, possano essere ancora sotto le macerie. Mentre le attività di scavo alla ricerca di corpi rallentano e sulle tendopoli, oltre al freddo, incombe il rischio maltempo, l'inchiesta della procura di Rieti accelera. Dopo i sequestri degli edifici già messi in sicurezza- una quindicina finora, ha precisato il procuratore capo Giuseppe Saieva - cominciano oggi i prelievi a campione dei materiali che i tecnici riterranno utili alle indagini per stabilire le cause dei crolli. L'inchiesta si annuncia lunga e complessa. Il procuratore generale di Roma Giovanni Salvi, che ieri ha incontrato a Rieti i magistrati del pool che indaga sul sisma, ha assicurato l'invio di personale amministrativo, necessario per catalogare la grande mole di materiale che dovrà essere esaminata: «Abbiamo stilato un programma di collaborazione con le autorità preposte alla ricostruzione per una immediata valutazione dei campioni, senza allungare i tempi della ricostruzione». I documenti invece, dopo essere stati scannerizzati e messi su un database saranno restituiti. La procura generale, inoltre, ha spiegato Salvi, ha già chiesto alla Procura nazionale antimafia «la possibilità di usare il loro database già strutturato», si impegnerà per il cablaggio del nuovo ufficio della polizia giudiziaria, e fornirà gli scanner in attesa che quelli nuovi arrivino dal ministero della Giustizia. «Le indagini sono all'inizio, quindi vanno bene» ha detto Saieva, escludendo divisioni all'interno del pool: «Non c'è alcun contrasto, ma c'è dialettica» ha detto, ribadendo che non è ancora stato deciso se affidarsi a consulenze esterne. Dalla Cina, dove ha partecipato al G20, Matteo Renzi ha annunciato che tornerà presto ad Amatrice, lanciando un appello ai partiti perché non usino «la ricostruzione del post terremoto come terreno di polemica» e assicurando: «Per finanziare la ricostruzione non aumenteremo il costo della benzina né allargheremo le maglie sul gioco d'azzardo e sulle slot». Questa mattina, ha fatto sapere il premier, incontrerà in commissario Vasco Errani «per fare il punto» e comincerà «la fase di dialogo e ascolto» per il progetto "Casa Italia". Nelle tendopoli, intanto, cresce l'allarme per il rischio maltempo. La protezione civile ha affisso istruzione sui comportamenti da tenere in caso di temporali, ma le tende, hanno fatto notare i tecnici «sono in grado di resistere a qualunque nubifragio: sono sigillate e isolate, con strutture robuste». (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA