Rinaldo, il guardiano anti-sciacalli
AMATRICE Piccole storie di vita tra le macerie. Di solidarietà, di voglia di tornare alla vita normale, di "sorveglianza". Come quella di Rinaldo, 82 anni trascorsi tutti a Capricchia, piccola frazione di Amatrice che conta tre nuclei familiari residenti ma che d'estate si riempie di villeggianti. (io resto qui, non me ne vado» dice. Lui è l'unico che ancora vive a Capricchia, dopo il terremoto, e la Protezione civile, vista la sua ostinata determinazione a non lasciare il borgo, gli ha "affidato" il compito di «vigilare» sulle case, difendendole dagli sciacalli. Così dalla notte del sisma Rinaldo è il custode di quelle case sbriciolate e del loro passato. «Il pericolo è soprattutto di notte - racconta -. Arrivano, entrano nelle case e portano via quello che trovano». Ma, soprattutto, Rinaldo tiene costantemente sotto controllo tre grossi serbatoi di gpl da 5mila litri ciascuno, che servono tutto il paese. «Già con le prime scosse è scoppiato un tubo di uno dei bomboloni - spiega - ed ho subito chiuso il rubinetto, ma qui la terra continua a tremare e non si sa quello che può accadere...». La notte del terremoto era a letto e quel «fischio infernale che proveniva dalle viscere della terra» non lo dimenticherà mai. Ma, nonostante la paura, Rinaldo di giorno continua ad entrare e uscire da casa sua. «La mia è una casa antisismica - assicura - e poi per andare in bagno devo andare a casa mia, non si discute». Anche sua figlia è rassegnata e sa che nulla può smuovere la caparbietà dell'anziano padre, neanche il terremoto. «Io devo andarmene, non sono tranquilla per lui ma tanto lui da qui non si muove», dice. Un'altra storia arriva da Ascoli dove in piazza del Popolo, gioiello architettonico di straordinaria bellezza, le ore sembrano scorrere tranquille. Sbagliato: ovunque si parla del terremoto, dei morti, di quello che è successo quella notte del 24 agosto e di quello che succederà domani. «Dobbiamo resistere, andare avanti». Tornare alla routine di tutti i giorni, con quello che fino a ieri era scontato, noioso, esasperante adesso è diventato oro puro. A due passi dalla piazza, da anni un celebrato esercizio ha assicurato una certezza: il guanciale sotto i riflettori in vetrina, e mica uno qualunque. È quello della "Salumi Berardi", eccellenza italiana nel settore, che crea il guanciale amatriciano, bandiera di una fetta d'Italia. Nel negozio, Armando Bastiani è preoccupato, inquieto: la Fort Knox della Berardi è a Poggio Cancelli, provincia dell'Aquila. I danni ci sono stati ma la prossima settimana dovrebbe ripartire tutto. Una ferita in meno per questa terra che il terremoto ha intriso di sangue.