Cancellati altri treni disagi per i pendolari

BRONI Convogli soppressi, ritardi e vetture tornate "caldissime": rientro dalle ferie piuttosto agitato per le migliaia di pendolari che in settimana dall'Oltrepo orientale utilizzano il treno per raggiungere i luoghi di lavoro a Pavia o Milano. Ieri mattina si sono registrati diversi ritardi sulla tratta che mette in comunicazione Stradella con il capoluogo provinciale e quello regionale. Il regionale 10572 (in partenza da Stradella alle 5.55 e diretto a Milano Greco Pirelli) viaggiava con 18 minuti di ritardo; il regionale 10578 (Stradella 7.19 – Bressana Bottarone 7.46) è stato cancellato, facendo così perdere la coincidenza; il regionale 10582 (Stradella 8.55 – Milano Greco Pirelli 10.14) è stato annunciato in partenza con un'ora di ritardo, poi ha viaggiato con 87 minuti di ritardo, e ha concluso la sua corsa nella stazione di Milano Lambrate. In particolare quello delle 7.19 da Stradella è molto utilizzato da coloro che devono recarsi a Pavia perché arrivano in tempo utile negli uffici. Fortunatamente le scuole non sono ancora ripartite. «Tutti gli altri convogli hanno accumulato tra i 10 e i 20 minuti di ritardo», spiega un pendolare di Barbianello. E la situazione non è stata rosea neppure sulla tratta Alessandria-Voghera- Piacenza, visto che il regionale 20379 (Voghera 8.27 - Piacenza 9.25) è partito con poco più di un'ora di ritardo. Quindi l'ennesima mattina da dimenticare per i pendolari oltrepadani, che sfogano la loro rabbia sui social network e sulla pagina Facebook del Coordinamento pendolari. Altre segnalazioni sono arrivate anche lunedì sera: il treno 20393 (Voghera 19.27 - Piacenza 20.25) viaggiava con 58 minuti di ritardo. Oltre ai disagi dei ritardi, un'altra questione riguarda il caldo. «Con l'orario estivo di agosto – spiega un pendolare che non è andato in ferie – c'erano meno treni e meno vagoni, ma l'aria condizionata funzionava e la temperatura era accettabile, sia all'andata che al ritorno. Adesso siamo tornati all'orario tradizionale, con l'aumento dei treni, e sono ricominciati i guai: aria condizionata fuori uso e carrozze caldissime».(f.scab.)