Annegato nel Ticino, donati gli organi

di Paolo Fizzarotti wVIGEVANO Non ce l'ha fatta. Doh Soro, 32 anni, è morto ieri nel reparto di rianimazione del policlinico San Matteo di Pavia. Dopo il lasso di tempo previsto dalla legge, sono iniziate le procedure per l'espianto degli organi vitali e dei tessuti. Gli interventi chirurgici inizieranno nelle prossime ore. A dare il benestare per gli espianti sono stati i parenti dell'uomo, che era cittadino della Costa d'Avorio e abitava a Cerano, in provincia di Novara. Doh Soro sabato è arrivato da Cerano con alcuni amici, per passare una giornata sulle rive del Ticino e fare il bagno. Nel pomeriggio, verso le 14.45, il cittadino ivoriano era in acqua, vicino al punto in cui verrà costruito il nuovo ponte. Stava camminando nel fiume, con l'acqua alla vita. Ad un tratto è finito in una buca nel fiume, che da fuori non aveva visto. Il suo corpo è sprofondato di colpo. Colto di sorpresa, probabilmente l'uomo ha anche bevuto. Ha fatto solo in tempo a gridare per chiedere aiuto: poi, anche se sapeva nuotare, Doh Soro è finito sul fondo del fiume. Il primo a soccorrerlo è stato Massimo Caccavo, che abita a Gravellona Lomellina: era lì vicino con la barca, ha sentito le invocazioni di aiuto ed è subito accorso. Nel frattempo era intervenuto anche un altro bagnante: Cesar Apil, un filippino residente a Rozzano. E' stato quest'ultimo a immergersi nel fiume per riportare Doh Soro in superficie. Poi sulla spiaggia sono arrivati i soccorritori del 118, che sono riusciti a far ripartire il cuore anche se l'immigrato era rimasto diversi minuti sul fondo, senza respirare. L'uomo era stato quindi portato al San Matteo con l'elisoccorso. Ma i danni provocati dalla lunga mancanza di ossigeno al cervello hanno causatoalla fine il decesso, senza che l'uomo abbia mai ripreso conoscenza. La disgrazia ha alimentato una serie di polemiche sul divieto di balneazione in quel punto del fiume: che, secondo alcuni, non era segnalato in modo adeguato con appositi cartelli.