Consiglio diviso, Poma apre a destra
Il nuovo consiglio provinciale sarà composto da sei eletti nelle lista «La casa dei Comuni» guidata da Vittorio Poma: Paolo Gramigna (8029 voti) Emiliano Scolè (4347) Marcello Infurna (4130) Milena D'imperio (4093) Emanuele Corsico Piccolini (3431) e Piergiorgio Maggi (3209). Per la lista guidata da Andrea Itraloni siederanno in consiglio Ruggero Invernizzi (7306), Antonio Bobbio Pallavicini (4479) Marco Facchinotti (3966) Andrea Ceffa (3805) Angelo Bargigia (3362) e Carlo Cavigliani (3206). Restano esclusi dal consiglio, per la lista Poma, Fabio Zucca (2868) Roberto Calabrò (2258) Federica Migliavacca (1981) Silvio Corbellini (1924) Maria Rosa Chiesa (1381) e Paola Franco (240). Nello schieramento di Itraloni non sono riusciti ad entrare nel nuovo consiglio provinciale Riccardo Fiamberti (3100) Alessandro Ramponi (1850) Giovanna Paola Ferrari (1537) Lorenzo Gambarana (1389) Ilaria Bono (1190) Cesare Ercole (815). Per quanto riguarda il voto per il presidente Poma ha preso i consensi di 437 schede azzurre dei piccoli Comuni, 54 arancio (municipi da 3 a 5mila abitanti) 78 grigie (Comuni dai i 5 e 10mila residenti) 17 rosse (Mortara e Stradella) e 22 verdi (Vigevano e Pavia). Itraloni invece ha ottenuto 535 schede azzurre, 80 arancio, 11 grigie, 14 rosse e 28 verdidi Linda Lucini wPAVIA È ancora presto per parlare del futuro vicepresidente della Provincia, ma un'idea in testa il neo eletto Vittorio Poma ce l'ha. «Tecnicamente non so se posso fare una nomina in assenza del nuovo statuto visto che quello della vecchia Provincia non vale più – dice Poma – perchè allora si dovrà attendere che passi anche nell'Assemblea dei sindaci, ma di certo che tra i punti di cui terrò conto c'è la volontà del territorio e la diffusione del consenso in provincia». Intanto ieri pomeriggio Poma si è presentato in commissione al Mezzabarba a discutere del trasporto pubblico provinciale indossando al contempo i panni di consigliere comunale in lista con «Pavia con Cattaneo» e quelli di neo presidente dell'Area vasta. Per lui è tutto chiaro: al Mezzabarba ci sta e ci resta. I suoi compagni di opposizione però non sono della stessa idea. Non sarà facile per Poma neppure il suo lavoro in Provincia visto che con un voto che divide 6 a 6 il consiglio tra centrodestra e centrosinistra, dovrà sfoderare tutta la sua abilità politica per tenere la barra dritta e svolgere quel ruolo di presidente di garanzia sul quale ha impostato tutta la sua campagna elettorale. Incalzato sul tema è lui stesso ad aprire la porta della collaborazione: «Sono andato a predicare ovunque la coesione territoriale come valore per l'unità del territorio – spiega Poma – E ne sono ancor più convinto visti i risultati elettorali che dimostrano che la contrapposizione spacca il territorio. Da parte mia sono disponibile ad avviare una fase di collaborazione istituzionale-amministrativa anche con il centrodestra, sempre che loro ci stiano». Al momento gli avversari di Poma si leccano le ferite di una sconfitta che li ha frammentati ancor di più, ma anche in casa Pd c'è chi fa i conti del dopo voto. Leggendo i dati chi esce meglio da queste elezioni è il consigliere regionale Giuseppe Villani. Sua, insieme all'ex presidente Daniele Bosone, l'idea di puntare su un candidato anomalo come Poma, scelta che, pur tra un po' di critiche all'interno del Pd, si è rivelata vincente. Ma mentre Bosone non è riuscito a portare in consiglio chi sponsorizzava, Villani invece ha dato una mano a Paolo Gramigna che alla fine è risultato il più votato: «Questo voto ha premiato un'impostazione su un progetto civico e non politico di parte e ah valorizzato il ruolo dei Comuni – dice Villani– Ora si apre una fase importante per il nuovo ente di Area vasta e tutti insieme dovremo lavorare per avere le adeguate risorse. A questo punto la coesione ora diventa ancora più importante. Il mio sostegno è andato alla lista di Poma e principalmente a Gramigna e sono contento del risultato. Così si dimostra che esiste una rete che va oltre questo voto ed è un punto dal quale può partire un'azione politica locale». Villani non lo dirà mai ma con quella marea di voti chiunque nel Pd dovrà misurarsi se vorrà tentare una candidatura regionale, scontrarsi al congresso o tentare la corsa al parlamento. Il recordman di voti in casa Pd Gramigna si dice estremamente soddisfatto del risultato elettorale ottenuto da Poma, dalla lista e suo personale: «Ringrazio il presidente uscente Bosone per avermi dato la possibilità di lavorare come assessore provinciale in questi ultimi due anni, un'attività che ha consentito di farmi conoscere e acquisire consensi da parte degli amministratori di tutta la provincia. Ringrazio Villani che come consigliere regionale è sempre stato un sicuro punto di riferimento per tutto il territorio e mio personale». Tra i vincenti anche Alan Ferrari che ha sponsorizzato due candidati, Emiliano Scolè e Marcello Infurna, entrati entrambi in consiglio: «Sono molto contento per la buona affluenza e questo dimostra che queste lezioni sono più che democratiche, vista la partecipazione ad agosto di oltre 1500 aventi diritto. Sono inoltre contento per la vittoria di Poma che è uomo serio e intellingente e lo sarà anche come presidente. Speravo di vincere 7 a 5, ma credo che i 6 eletti e stravotati sono rappresentativi e dimostrano che il Pd c'è in tutto il territorio. Stare in un grande partito come il Pd significa che quando si vince si vince un po tutti come quando si perde».