Cala il silenzio sull’impianto Ecotrass

MORTARA L'insediamento dell'azienda produttrice di fanghi per l'agricoltura Ecotrass a Mortara è in dubbio. A maggio c'è stata l'ennesima conferenza dei servizi in Provincia. Ovvero il tavolo tecnico dove l'azienda, gli enti locali, gli enti di controllo e anche le associazioni che vigilano sull'ambiente si confrontano sul progetto. Erano state sei ore di discussione dalle quali era uscita una fumata grigia. Significa che la Provincia, l'ente in questo caso sopra le parti che deve fare rilasciare o meno il benestare senza badare ai pareri politici ma solo a quelli tecnici, aveva rinviato a data da destinarsi la decisione. Da quella riunione di fine maggio però sono passati tre mesi e tutto è fermo. Nè il Comune di Mortara né gli ambientalisti di "Futuro Sostenibile" hanno ancora ricevuto comunicazioni da Pavia. Insomma la creazione dell'impianto Ecotrass, che potrebbe produrre 60mila tonnellate di fanghi all'anno, è ancora nel limbo. Comune e ambientalisti hanno chiesto integrazioni al piano della ditta bergamasca. Ma quando si arriverà al dunque non è ancora noto. La palla passerà dalla vecchia amministrazione provinciale di Daniele Bosone a quella nuova che verrà eletta oggi. Ma come lascia il caso Ecotrass la giunta Bosone? «I tecnici erano in ferie e rientrano in questi giorni, l'attività ovviamente va avanti al di là delle amministrazioni politiche – risponde l'assessore uscente Michele Bozzano – Dovranno essere valutate le carte presentate. Non è detto che ci sarà una nuova conferenza dei servizi: potrebbero bastare le valutazioni dei tecnici. Se il progetto però cambierà ci sarà una nuova convocazione della conferenza». Le vicende giudiziarie sui fanghi hanno influito in quest'allungamento dei tempi? «Sicuramente c'è maggiore attenzione sulla questione fanghi», risponde Bozzano. «Penso che dopo il caso Cre vadano tutti con i piedi di piombo – aggiunge il sindaco di Mortara Marco Facchinotti - La mozione approvata dal consiglio comunale chiedeva una verifica su tutti i terreni oggetti di spandimento. Le note allarmanti di Arpa sullo stato delle falde acquifere di superficie in provincia di Pavia, nulla a che vedere con le falde dell'acqua potabile di Mortara, che pesca a oltre 200 metri di profondità, possono aver contribuito a mettere in stasi l'operazione, almeno spero». Sandro Barberis