Multe annullate, Mortara fa ricorso

Il porfido di via Marconi a Robbio è stato rimesso in sesto dopo due giorni di lavori che hanno visto la via chiusa con qualche malumore dei commercianti. I lavori sono stati fatti in questi giorni anche in vista della corsa delle carriole che assegnerà domenica 4 il 32esimo Palio dl'Urmon. La strada da tempo era in condizioni di dissesto con i blocchetti di porfido che mancavano in alcuni punti creando pericolosi buchi. I tre allagamenti del centro tra luglio ed agosto hanno peggiorato la situazione. Una via pericolosa per pedoni, ciclisti, motociclisti ed automobilisti. Ma anche per gli atleti della corsa delle carriole. Via Marconi è infatti il tratto conclusivo e più duro (dato che è in leggera salita) della spettacolare gara assegnerà il palio dl'Urmon domenica 4 settembre. Circa 200 metri in cui si decidono, spesso, le sorti della gara seguita da oltre 5mila spettatori lungo il percorso. E con un pavè così sconnesso il rischio c'era anche per atleti e spettatori: le carriole pesano (tra sacco e mezzo) 100 chili e sono spinte a tutta velocità dai podisti degli otto rioni.MORTARA Il Comune di Mortara fa causa a chi gli ha fatto causa per una multa e ha visto accolto il proprio ricorso contro il Comune. Una difesa a spada tratta del radar dinamico, lo strumento che fa multe per eccesso di velocità direttamente dall'auto dei vigili e ha fatto incassare 150mila euro al municipio nel 2015. Una difesa in giudizio però di uno strumento che per ora (e non si sa per quanto) non multerà più nessuno sulle strade di Mortara. «Non abbiamo più l'auto su cui era installato l'apparecchio – evidenzia il comandante della polizia locale Davide Curti – Quindi il radar non è in funzione e non sappiamo per quanto non lo sarà più». I due ricorsi erano stati accolti a febbraio dal giudice di pace di Vigevano. Secondo i ricorrenti, il radar dinamico non è regolare. Uno dei due casi è quello di un 40enne robbiese che ha vinto il ricorso: la velocità rilevata dai vigili era di 90 chilometri orari in un tratto con limite a 70 all'ora. Un eccesso di velocità ammesso anche dal ricorrente. Ma il tema è quello della privacy. Il nodo della questione è legato a una direttiva del ministero dell'Interno datata 2009. Una direttiva interpretata in una maniera dal giudice, ma vigili ed amministrazione di Mortara la pensano diversamente. E sostengono che ci sono già altre sentenze analoghe che avvalorano la loro tesi opposta a quella del giudice. Il giudice di pace ha dato ragione al robbiese che ha fatto ricorso perchè «la direttiva del ministero vieta le foto frontali a mezzi che provengono in senso contrario al mezzo dei vigili, queste foto possono essere utilizzabili solo se si fa la contestazione immediata, ne deriva che se l'auto non viene fermato nell'immediatezza del fatto e contestata la multa si lede la privacy». Un venir meno del diritto di riservatezza che si pone non solo se a guidare è il proprietario, ma anche per i passeggeri o per coloro a cui può essere stato prestato il mezzo occasionalmente. Una tesi che i vigili di Mortara però respingono, basandosi sempre sul decreto del 2009. «La direttiva dice che non si possono fare riprese frontali che permettano di memorizzare i volti delle persone a bordo – spiegano dal comando dei vigil – E'il caso quindi di apparecchi automatici fissi che rilevano la velocità senza ausilio degli agenti. Lo scout speed invece rileva immediatamente la velocità dato che è usato dagli agenti a bordo dell'auto che notificano poi la multa». Sandro Barberis