Cacciava con le trappole denunciato bracconiere

L'attività venatoria è regolata dalla legislazione nazionale (L. 157/92) e dalla legge regionale lombarda (L.R. 26/93), oltre che da specifici regolamenti provinciali. In alcuni casi entrano in gioco anche la legge sulle armi e alcuni articoli del codice penale. Secondo la normativa, gli unici mezzi di caccia consentiti sono il fucile, l'arco e il falco. La detenzione di mezzi illegali è punita con sanzione amministrativa, mentre l'uso è un reato perseguibile penalmente.MONTU' BECCARIA Piazzava delle trappole sofisticate che provocavano una morte atroce e dopo lunghe sofferenze agli animali catturati. Fortunatamente, nei giorni scorsi, la polizia provinciale di Pavia ha messo fine all'attività illegale di un bracconiere 50enne, di origini albanesi, residente a Montù Beccaria, dove ha messo in atto i suoi metodi criminali di caccia. La polizia provinciale, al comando di Mauro Maccarini, è intervenuta proprio su segnalazione di alcuni abitanti della zona, che si sono trovati di fronte, nella boscaglia, a queste trappole, che hanno fatto numerose vittime tra caprioli, cinghiali e persino cani e gatti. Nell'ultimo periodo, infatti, in quell'area, sono spariti diversi animali domestici, caduti vittime delle trappole disseminate sul territorio. Gli agenti, così, hanno iniziato una lunga e minuziosa attività di sopralluoghi sul posto, disseminando, a loro volta, fototrappole elettroniche, capaci di filmare autonomamente chiunque vi si avvicinasse, per incastrare il bracconiere. Dopo diversi appostamenti, le registrazioni degli apparecchi hanno immortalato il 50enne mentre piazzava i terribili marchingegni: si trattava di cappi, realizzati con il filo di ferro, che venivano messi in tensione piegando dei rami. Quando l'animale, passando, li faceva scattare, i fili lo bloccavano, facendolo morire di una morte lenta e dolorosa. Con le registrazioni in mano gli agenti sono andati a bussare alla porta dell'uomo, trovando in casa anche il materiale con cui preparava le trappole micidiali. Il 50enne è stato subito denunciato per caccia in periodo vietato e in zona vietata, oltre che per utilizzo di trappole. Ora il cacciatore di frodo rischia sanzioni fino a 10 mila euro. Secondo la polizia provinciale, tra l'altro, le trappole utilizzate sarebbero del tutto nuove per la zona dell'Oltrepo dove finora erano state rinvenute solo le tradizionali tagliole. Oliviero Maggi